Più tutele in Kenya per le mamme che allattano al seno

di Tommaso Meo

L’Assemblea nazionale del Kenya ha approvato una nuova legge sull’allattamento al seno, aggiornando quella del 2024, che garantisce maggiore protezione e più diritti alle madri che allattano i propri figli sul luogo di lavoro o in luoghi pubblici.

In base al nuovo testo i datori di lavoro saranno obbligati a fornire stanze per l’allattamento al seno nei luoghi di lavoro: ogni datore di lavoro sarà quindi tenuto a predisporre una stanza privata, pulita e sicura dove le madri possano allattare o tirarsi il latte, una stanza che dovrebbe essere dotata di servizi quali una porta con serratura, un lavabo, un frigorifero per conservare il latte materno, una sedia e un tavolo. Secondo la legge, esplicitamente la stanza «non può essere un bagno o una toilette».

In caso di mancato adeguamento, i datori di lavoro rischiano fino a un anno di reclusione e multe fino a 1 milione di scellini (6.800 euro circa).

Questo disegno di legge è stato proposto dalla deputata Sabina Chege e prevede inoltre che i datori di lavoro concedano alle madri che allattano al seno una «pausa ragionevole» per allattare i propri bambini o estrarre il latte materno durante l’orario di lavoro: in tal senso, il ministero del Lavoro keniano dovrà approntare i decreti attuativi e un apposito regolamento, in cui dovranno essere previsti degli specifici periodi di pausa. Il disegno di legge stabilisce anche che una madre che allatta al seno può raggiungere con il suo datore di lavoro un accordo che agevoli l’allattamento. Il testo suggerisce modifiche all’orario di lavoro, alle mansioni o al luogo di lavoro. I datori di lavoro saranno tenuti a rispondere alle lavoratrici, per iscritto, entro 14 giorni.

La nuova legge sull’allattamento guarda al benessere della donna più in generale: anche l’allattamento al seno in pubblico sarà tutelato e la pratica, per legge, non sarà più considerata un «atto indecente». Sono previste pene detentive e sanzioni per chi perpetrerà lo stigma.

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