Per la prima volta l’Isis rivendica un attacco nel Nord del Mozambico

di Raffaele Masto
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Lo Stato Islamico ha rivendicato per la prima volta un attacco nella provincia di Cabo Delgado, nel Nord del Mozambico. Lo riferisce il sito di monitoraggio delle attività dei gruppi terroristici Site, secondo cui la rivendicazione è contenuta in una dichiarazione diffusa dal gruppo jihadista che precisa che nello scontro i mujaheddin hanno catturato armi, munizioni e razzi.

L’attacco rivendicato è avvenuto a fine maggio. In due episodi avvenuti contemporaneamente nella stessa zona sono state decapitate otto persone nell’agguato a un’auto e altre sette dopo essere state ferite gravemente. A rivendicare l’attacco è stato il gruppo al-Shabaab ,e poco dopo lo Stato Islamico di Abu Bakr al-Baghdadi ha confermato l’attacco assumendosene la responsabilità, sebbene ad attuarlo concretamente sia stato il gruppo locale al-Shabaab.

La notizia è una sorta di conferma che il gruppo al-Shabaab non ha nulla a che fare con l’omonimo gruppo che opera sulla coste di Somalia e Kenya. Quest’ultimo infatti aderisce al cartello di al-Qaeda e non all’Isis.

Nell’ultimo anno la provincia settentrionale di Cabo Delgado è stata teatro di diversi attacchi condotti da sospetti miliziani jihadisti, gli ultimi dei quali avvenuto il mese scorso provocando la morte di decine di persone. La provincia di Cabo Delgado, ricca di giacimenti petroliferi, è teatro da alcuni mesi di una escalation di violenze del gruppo jihadista che si fa chiamare al-Shabaab. Pare che questa formazione jihadista abbia avuto come primi membri i seguaci di un predicatore keniota ucciso nel 2012. Oggi punta a destabilizzare una regione economicamente cruciale, nel tentativo di rallentare o bloccare le operazioni di sfruttamento di gas e greggio in modo da avere un maggiore potere contrattuale

Quasi 200 persone sono andate a processo nell’ottobre scorso con l’accusa di appartenere al gruppo che è responsabile dell’uccisione di oltre 200 persone nell’ultimo anno nel Nord del Paese. La maggior parte degli imputati proviene dal Mozambico, ma la lista di 189 indagati include anche persone provenienti da Tanzania, Repubblica democratica del Congo, Somalia e Burundi.

(Raffaele Masto – Buongiorno Africa)

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