«Padre Maccalli, un modello per i missionari»

di Enrico Casale
padre Maccalli
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«Non esiste attività missionaria senza il sacrificio e il dono ultimo di sé. Un missionario che non fa dono gratuito della sua vita per la causa fondamentale del Vangelo non può dirsi tale. Padre Luigi Maccalli della Società per le Missioni Africane, rapito in Niger il 17 settembre 2018, e molti altri missionari nel mondo, sono il principio stesso dell’attività missionaria». È così che padre Donald Zagore ricostruisce in un’intervista all’Agenzia Fides lo spirito missionario di padre Maccalli a un anno dal suo rapimento.

«Quando un missionario offre la propria vita e arriva anche a morire per fare trionfare la buona notizia del Vangelo, diventa un eroe di fede e di missione. Padre Luigi Maccalli è un eroe della missione – continua Zagore –. Le esperienze più forti e difficili, come quella che attualmente sta vivendo padre Gigi, lungi dal creare paura e dubbio, devono aprire lo spirito delle giovani generazioni alla verità fondamentale dell’impegno missionario. Oggi, la dinamica del sacrificio che nutre fondamentalmente l’attività missionaria è sempre più relegata in secondo piano. Molti sono missionari solo di nome, mentre nel concreto della vita quotidiana rimangono confinati nei loro comfort. Non si abbraccia la vita missionaria per cercare onori, potere, gloria. La vita missionaria significa testimoniare il Vangelo e soprattutto Cristo morto e risorto per la salvezza di tutti anche a rischio della vita. Il sacrificio che padre Maccalli sta offrendo è degno di un autentico missionario. Il nostro impegno è continuare a pregare affinché la sua fede diventi lo strumento di conversione e pentimento dei suoi rapitori. Dio scrive dritto anche sulle linee storte della vita».

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