Nigeria – Onu: “Si deve fare di più per affrontare il conflitto nel Nord”

di Marco Simoncelli

Le autorità nigeriane devono fare di più per affrontare le cause profonde del conflitto in corso con Boko Haram, alleviare le sofferenze e aiutare a sviluppare le regioni nord-orientali del paese. Lo ha dichiarato ieri il sottosegretario generale delle Nazioni Unite per gli affari umanitari e coordinatore degli aiuti d’emergenza, Mark Lowcock, al termine di una visita di due giorni effettuata in Nigeria.

Il funzionario Onu, secondo quanto riporta la BBC che cita la stampa nigeriana, ha osservato che nonostante l’esercito nigeriano sia riuscito a riprendere il controllo di vaste zone dello stato nord-orientale di Borno, le violenze hanno costretto quest’anno 140 mila persone ad abbandonare le loro case, con gravi effetti umanitari.

Le Nazioni Unite si dicono sempre più preoccupate per la situazione umanitaria nel Nord-est del Paese, dove le comunità sono state devastate da un conflitto jihadista lungo un decennio. L’esercito nigeriano è riuscito a riprendere il controllo di vaste zone dello stato di Borno che erano state invase dai militanti di Boko Haram ma il problema va affrontato puntando sullo sviluppo sociale ed economico delle comunità.

Sempre ieri, come riporta AllAfrica, l’ONU ha riaperto il suo ufficio nella capitale nigeriana, Abuja, più di otto anni dopo la sua distruzione in un attentato suicida da parte del gruppo jihadista Boko Haram. Almeno 23 persone erano state uccise e decine ferite in tale occasione. Da allora le Nazioni Unite avevano operato in numerosi edifici più piccoli sparsi per Abuja.

Ora la sede è tornata nel suo luogo originale in un ufficio di quattro piani ricostruito dal governo nigeriano. Alla cerimonia Lowcock ha descritto l’evento come un giorno di festa e un atto di sfida contro il terrorismo.

Dal canto suo il presidente della Nigeria, Muhammadu Buhari, ha rinnovato la sfida a Boko Haram, il gruppo terroristico jihadista, promettendo che il governo non si piegherà alla violenza. “La Nigeria non è intimorita e resisterà agli atti di terrorismo che vorrebbero spezzare il nostro spirito”, ha dichiarato il Capo di Stato.

La guerra di Boko Haram è tutt’altro che terminata, anzi. Questa famigerata formazione jihadista si è addirittura sdoppiata in due fazioni entrambe letali, con una buona capacità logistica e in possesso di armi e combattenti.

Da quando questo conflitto è iniziato sono quasi 24mila le vittime e quasi 2 milioni gli sfollati causati dagli attacchi di Boko Haram che hanno colpito tutta la regione del Lago Ciad.

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