Nigeria, Ecowas condanna la messa al bando di Twitter

di claudia
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La Corte di giustizia di Ecowas ha affermato che la sospensione a tempo indeterminato di Twitter da parte del governo nigeriano due giorni dopo che la piattaforma ha rimosso un post del presidente Muhammadu Buhari, ha violato il diritto alla libertà di espressione. Il tribunale dell’organismo che riunisce i Paesi dell’Africa occidentale sta valutando un’azione legale per combattere il divieto. Il governo ha dichiarato alla Corte Ecowas che il blocco di Twitter non pregiudica i diritti umani dei nigeriani.

Il tribunale dell’organismo che riunisce i Paesi dell’Africa occidentale sta valutando un’azione legale avviata da attivisti e giornalisti che cercano di annullare il divieto del gigante dei social media. il Socio-Economic Rights and Accountability Project (Serap), un gruppo locale per i diritti, insieme ad altri 176 nigeriani, è infatti andato in tribunale per combattere il divieto. Il Governo Federale nigeriano all’inizio di giugno ha sospeso a tempo indeterminato Twitter, due giorni dopo che la piattaforma ha rimosso un post del presidente Muhammadu Buhari molto minaccioso nei confronti dei secessionisti regionali.

Il presidente Muhammadu Buhari ha approvato la composizione del team del governo federale per interagire con Twitter. L’approvazione è stata annunciata in una dichiarazione rilasciata ieri ad Abuja dal ministro dell’Informazione e della Cultura, Alhaji Lai Mohammed. Secondo la dichiarazione firmata da Segun Adeyemi, Lai Mohammed presiederà la squadra. Il team del governo federale comprende anche il procuratore generale della Federazione e ministro di Giustizia, Abubakar Malami, il ministro delle Comunicazioni e dell’economia digitale, Isa Pantami, il ministro degli Affari esteri, Geoffrey Onyeama, il ministro dei Lavori e degli alloggi, Babatunde Fashola, il ministro del Lavoro e dell’Occupazione, Chris Ngige.

Il governo nigeriano ha dichiarato alla Corte Ecowas che il divieto di Twitter non pregiudica i diritti umani dei nigeriani. Nella sua obiezione preliminare a una causa intentata da un gruppo della società civile, Serap, e da altre 176 entità, il governo nigeriano ha sostenuto che il divieto di Twitter non violava la libertà di espressione dei nigeriani. “Il diritto alla libertà di espressione è completamente diverso dalla libertà di accesso. La sospensione di Twitter non rientra nelle disposizioni dell’articolo 8 e della Carta africana dei diritti umani e dei popoli”, ha affermato il governo. “Twitter come entità non è un’organizzazione di alcuno stato membro in quanto è un servizio di rete di microblogging americano. La sospensione di Twitter in Nigeria non è un diritto riconosciuto da alcun trattato applicabile da questa Corte”, ha proseguito.

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