Mozambico, l’uomo che sussurrava alle api

di Enrico Casale
Apicoltori

Le osserva. Le cura quando sono malate. Le difende dalle minacce esterne. E difende il loro habitat. Per Semente le api sono come un componente della famiglia. Sa che il rispetto per questi piccoli e laboriosi insetti è stato e sarà sempre ripagato. Le api non gli daranno solo prezioso miele, ma lo aiuteranno a salvare foresta, garantendo l’impollinazione e tutelando l’ambiente.

Semente è un tecnico impegnato in Agrismart, un progetto gestito dalle Ong COSV e CELIM e co-finanziato dall’Agenzia italiana per la Cooperazione e lo Sviluppo in Zambezia, regione centrale del Mozambico. Semente non è nato in una famiglia di apicoltori, ma la sua pasione per le api nasce da lontano. «Lavoravo in un progetto di sviluppo rurale promosso dall’ong americana Heifer – ricorda – ci occupavamo della riproduzione e della distribuzione di animali. Tra le varie attività c’era anche la distribuzione di arnie e la formazione degli apicoltori nel distretto di Mopeia, dove abito. Da quel momento l’apicoltura è entrata nella mia vita».

Semente decide di specializzarsi. Nel 2002 partecipa a un corso base presso il centro per la promozione dell apicoltura di Morrumbene. Nel 2007 incontra CELIM e, grazie alla Ong italiana, approfondisce ulteriormente le sue conoscenze in materia grazie a lezioni teoriche e a tanta attività pratica sul campo.

Per lui l’apicoltura non è una passione. I cooperanti di CELIM se ne accorgono e lo coinvolgono nella creazione della Cooperativa «Cizenda Tae» della quale fanno parte gli apicoltori di Mopeia e Morrumbala.

«All’inizio ero un semplice socio – spiega -. Avevo una trentina di arnie e riuscivo a produrre un buon miele. Nel 2010, grazie a Giovanni Guido, esperto e consulente apistico, sono stato nominato tecnico apistico e, oltre a seguire il lavoro dei gruppi di produttori nella zona di Gulamo e Conho (Mopeia), mi è stata data la responsabilità della gestione della Casa del miele, un laboratorio creato per ricevere e lavorare il miele prodotto in loco».

In tre anni la cooperativa si struttura e triplica la produzione, passando da mille a tremila litri di miele l’anno. Semente controlla attentamente che il miele lavorato conservi la qualità che il mercato richiede. Stringe un rapporto stretto con gli apicoltori. Li va a trovare, li aiuta. Spiega loro la necessità di avere attrezzature adatte (guanti, tenuta da lavoro, stivali, maschera, ecc.); la corretta localizzazione delle arnie (vicino a corsi d’acqua, a zone fiorite, ecc.); le caratteristiche delle arnie; la capacità di riconoscere lo status del miele (vergine, miele misto, miele maturo); le fasi dell’estrazione del miele.

Agrismart coinvolge un gruppo di 150 apicoltori, distribuiti su un area di 30mila km2. A Derre sono stati montati cinque apiari scuola, a Lugela altri cinque. Semente segue anche alcuni gruppi di apicoltori del distretto di Morrumbala dove sono state, nel corso degli anni, impiantate piu di 500 arnie.

All’inizio il miele era venduto al mercato locale o sulla strada. Una volta aperta la Casa del Miele a Nzero, le cose sono cambiate. Il miele, lavorato nella casa del miele di Mopeia, viene portato confezionato al negozio, dove è più semplice venderlo. Il miele viene richiesto non solo dai consumatori diretti, ma anche dai commercianti interessati a rivenderlo. Dal 2012 il miele viene venduto anche in tre supermercati di Quelimane.

«L’apicoltura nel tempo è cambiata – conclude Semente -. Prima il miele veniva estratto nella foresta, con arnie fatte di corteccia e senza alcun strumento idoneo, usando semplicemente il fuoco per allontanare le api. Adesso c’è maggiore consapevolezza delle tecniche dell’apicoltura e delle potenzialità del miele come prodotto alimentare. L’amore per la nostra professione e per le api fa il resto».

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