Mozambico | Due giornalisti rapiti e rilasciati

di Enrico Casale
giornalista africano
Tempo di lettura stimato: 2 minuti

Due giornalisti mozambicani sono stati rapiti e minacciati domenica notte nella provincia meridionale di Inhambane e uno nella città settentrionale di Nampula. A divulgare la notizia è il network Misa (Media Institute of Southern Africa).

A Inhambane, Luciano da Conceicao, corrispondente dell’agenzia tedesca Dw Africa, è stato rapito intorno alle 19, all’ingresso della sua casa a Maxixe, da aggressori non identificati a bordo di un’auto senza targa. Il giornalista sarebbe stato portato su una spiaggia, dove i rapitori lo hanno legato, picchiato e poi lasciato sanguinante sulla sabbia. Gli aggressori gli hanno anche rubato i suoi documenti di identità, due telefoni cellulari e un registratore.

A Nampula, Leonardo Gimo, reporter della televisione privata Tv Sucesso, è stato aggredito per strada da uomini non identificati che hanno sequestrato la sua macchina fotografica (poi recuperata in una stazione di polizia, dove l’avevano lasciata i suoi aggressori). Gimo ha scoperto che le immagini erano state cancellate dalla telecamera che mostrava presunti membri del Partito Frelimo al governo che si erano infiltrati domenica notte in un evento organizzato dal principale partito di opposizione, Renamo. Il poliziotto che lunedì ha parlato con Gimo, gli ha anche consigliato di cancellare le immagini dei membri del Frelimo, per «evitare problemi».

La Misa ha inoltre ricordato che non si sa ancora dove si trovi Ibraimo Mbaruco, un giornalista di Radio Community di Palma, nella provincia settentrionale di Cabo Delgado, rapito il 7 aprile. Il suo ultimo messaggio, inviato a uno dei suoi colleghi, diceva che era «circondato da soldati». Erano veri soldati? Oppure erano miliziani jihadisti travestiti? E che fine ha fatto il giornalista?

Negli ultimi tre anni, secondo Reporters sans frontieres, l’ex colonia portoghese è scesa di 11 posizioni. Al 93° posto nel 2018, è passata al 99° l’anno successivo e nel 2020 è scesa ulteriormente al 104° posto su 180 Paesi della lista.

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