Mali, il ministro degli Esteri chiede alla Francia maggiore chiarezza nelle gestione della crisi

di claudia

Il ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale del Mali, Abdoulaye Diop, ha chiesto alla Francia maggior chiarezza nella gestione della crisi maliana, sia diplomatica che militare. È quanto emerge da un’intervista rilasciata da Diop al quotidiano L’essor du Mali, incentrata sui tesi rapporti tra Mali e Francia e sulle polemiche che circolano dopo le notizie circa un presunto accordo tra la giunta militare e il gruppo russo paramilitare Wagner.

“Spesso sentiamo interferenze con la nostra politica interna. È importante che la Francia prenda le distanze nella gestione della crisi in Mali. Per questo ho ricordato che ci sono delle autorità e che la Francia deve lavorare con queste autorità e non con partiti maliani”, ha detto Diop. Il ministro maliano ha inoltre dichiarato: “Stiamo aspettando che la Francia capisca che a Bamako c’è un’autorità di transizione” e “che esiste anche un governo guidato dal primo ministro Choguel Kokalla Maïga”.

Secondo Diop l’azione di dialogo e cooperazione della Francia deve essere inserita in questo quadro e che può anche includere enti regionali come Ecowas e Unione africana: “Anche se siamo sospesi da queste istituzioni, c’è ancora un dialogo in corso per rimuovere gli ostacoli” ha ricordato Diop. Il ministro ha anche detto che “i rapporti tra Mali e Francia stanno attraversando momenti difficili ma questo è dovuto al fatto che volevamo che questi rapporti fossero fondati su nuove basi”.

Parlando del possibile arrivo del gruppo paramilitare russo Wagner in Mali, Diop ha dichiarato: “Lo abbiamo appreso dalla stampa. All’inizio, sentivamo che come governo responsabile non dovevamo rispondere a tutte le richieste ma poi ha assunto una dimensione del tutto nuova ed è diventata praticamente una campagna stampa contro il Mali”.

Il governo del Mali ha chiarito più volte che “non c’è nessun contratto firmato, con nessuno”: secondo Diop infatti “la nostra politica non è quella di affidarci a una società di sicurezza privata, ma piuttosto di dare priorità al rinforzo e all’equipaggiamento delle nostre forze di difesa e sicurezza”.

Condividi

Altre letture correlate: