Le Nazioni Unite ai musulmani: «La zakat? Donatela ai rifugiati»

di Enrico Casale
zakat

La zakat, l’obolo che i musulmani versano a favore dei più poveri, potrà essere utilizzato per aiutare i rifugiati. Il via libera è stato dato da autorevoli religiosi islamici in Egitto, Marocco e Yemen. Un autorevole studioso islamico ha addirittura cercato di convincere i ricchi musulmani dei Paesi del Golfo a donare la loro (lauta) elemosina per le persone fuggite dai loro Paesi a causa delle guerre, delle tensioni politiche o dei cambiamenti climatici. Anche se, per il momento non ci è riuscito.

La notizia, rilanciata dall’agenzia Reuters in occasione della Giornata mondiale del rifugiato che si celebra oggi 20 giugno, potrebbe essere una boccata di ossigeno per le Nazioni Unite. Negli ultimi mesi, l’Onu si è trovato in difficoltà, con sempre meno fondi per sostenere i milioni di rifugiati. L’Acnur, l’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, ha così deciso di pubblicare sulla sua pagina Web un appello a versare l’elemosina ai propri programmi di aiuto.

La zakat è un obbligo religioso prescritto dal Corano. È una sorta di «purificazione» della propria ricchezza che ogni musulmano in possesso delle facoltà mentali deve adempiere per definirsi un vero credente. È uno dei cinque pilastri dell’Islam.  In genere, viene versata direttamente dal fedele a organizzazioni o a persone che si occupano dei più poveri e dei più bisognosi. In alcuni Paesi sono gli stessi Governi a prelevare in un giorno prestabilito una cifra dai conti di risparmio.

Globalmente, attraverso la zakat, si raccolgono tra i 20 e i 30 miliardi di dollari ogni anno. Le Nazioni Unite, per assistere i profughi, quest’anno investiranno circa 8 miliardi di dollari solo nell’area del Medio Oriente e del Nord Africa e si augurano di poterne ricevere una parte proprio dall’elemosina dei musulmani.

«La possibilità di versare questi fondi per i rifugiati è un’innovazione importante che ci permetterà di raccogliere più fondi», ha infatti dichiarato Muhammed Abu Asaker, un portavoce dell’Acnur (agenzia Onu per i rifugiati) per il Medio Oriente.

 

 

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