La Tunisia vieta il niqab nei luoghi pubblici

di Enrico Casale
niqab
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Il premier tunisino Youssef Chahed ha vietato alle donne di indossare il niqab negli uffici governativi. Il primo ministro ha giustificato il provvedimento con «ragioni di sicurezza».

Il niqab è il velo integrale che copre l’intero volto lasciando un piccolo spiraglio per gli occhi. Lo indossano le donne musulmane più integraliste come segno di modestia e simbolo della loro fede religiosa. Ammesso in tutti i Paesi arabi, è proibito in alcune nazioni europee tra le quali Francia, Austria e Bulgaria. In altre nazioni, tra le quali l’Italia, esistono alcune limitazioni, ma non un divieto assoluto.

Il provvedimento è stato emesso dopo gli attentati terroristici del 27 giugno. Secondo alcune ricostruzioni una delle attentatrici dello Stato islamico che si è fatta esplodere nella capitale Tunisi indossava appunto il velo integrale. Anche se, il ministero degli Interni ha smentito che tra il provvedimento e gli attentati ci sia un rapporto diretto. In effetti il divieto non è una misura completamente nuova, ma una disposizione già in vigore, per motivi di sicurezza, ai tempi degli ex presidenti Bourguiba e Ben Ali. In ogni caso, il decreto attuale permetterà alle donne con il niqab di continuare a circolare per strada e in locali pubblici, ma non negli uffici statali.

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