Eritrea, chiuso l’ultimo ospedale cattolico

di Enrico Casale
ospedale eritrea
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In Eritrea, suore cattoliche sono state sfrattate dall’ospedale di Zager. La struttura è l’ultima tra quelle gestite dalla Chiesa cattolica a essere stata chiusa dalle autorità. L’ospedale forniva servizi di maternità e assistenza medica generale per il villaggio a una trentina di chilometri dalla capitale, Asmara. Alle suore è stato intimato di lasciare l’ospedale ma è stato impedito loro di portare con sé le attrezzature ospedaliere.

Nelle ultime settimane, 22 ospedali e cliniche cattoliche sono stati chiusi. Alcuni osservatori leggono in questa ondata di requisizioni una risposta del regime di Isayas Afeworki alle critiche della Chiesa al suo governo. Nelle loro lettere pastorali, i vescovi cattolici hanno chiesto profonde riforme politiche nel Paese che, attualmente, non ha una Costituzione e non ha mai organizzato elezioni presidenziali e legislative.

Il governo ha ribattuto che le chiusure sono in linea con le norme introdotte nel 1995, che limitano le attività delle istituzioni religiose dalle scuole ai progetti agricoli, dagli ospedali all’assistenza degli anziani. Giovedì 4 luglio, a un altro gruppo di suore che gestiva una struttura sanitaria nel Sud del Paese, è stato anche intimato di lasciare la loro residenza. Una suora ha detto alla Bbc di essere affranta: «Questa azione ferisce più le persone comuni che le organizzazioni religiose».

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