La ferrovia Lagos-Ibadan parla cinese

di Stefania Ragusa
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La cosa che sembra avere colpito maggiormente l’uomo d’affari Bayo Adeoye, nel suo viaggio-prova sulla quasi ultimata tratta ferroviaria Lagos-Ibadan, sono state le scritte in mandarino sulle attrezzature di bordo, dagli estintori ai distributori d’acqua ai manometri. E, anche, le immagini dimostrative sui videoschermi, che avevano come protagonisti cittadini cinesi. “Stanno intenzionalmente facendo sapere a tutti che è la Cina la proprietaria del progetto. È troppo palese per essere casuale e sembra che non ci sia nulla che il governo nigeriano possa fare al riguardo”, ha detto a un giornalista del magazine Quartz, che stava partecipando a questo viaggio-prova riservato a istituzioni, stampa e pochi eletti. La Nigeria Railway Corporation, la società pubblica che gestisce il traffico ferroviario, ha fatto sapere che completerà la localizzazione del materiale informativo sui treni quando tutti gli aspetti del progetto saranno compiuti e la tratta entrerà ufficialmente in funzione, teoricamente a fine gennaio.

Ma non si tratta solo delle scritte in cinese: alcuni lavoratori nigeriani affermano che stanno prendendo lezioni di mandarino per avere più possibilità di essere confermati nel lavoro, dato che alcuni dei loro attuali dirigenti sono cinesi. “Sto imparando il mandarino su YouTube perché amo questo lavoro e so che se posso comunicare direttamente con i cinesi mi terranno e potrebbero anche promuovermi”, ha detto allo stesso giornalista di Quartz un ingegnere ferroviario che ha chiesto di restare anonimo. Anche in questo caso i funzionari della Nigeria Railway Corporation intervengono rassicuranti: la lingua cinese non sarà un requisito necessario per lavorare; i manager cinesi impegnati sul progetto hanno interpreti per comunicare con i nigeriani. Rispetto ad altri Paesi africani, la Nigeria ha saputo delimitare con qualche paletto in più la presenza economica e “infrastrutturale” di Pechino. Al 31 marzo 2020 aveva preso in prestito dalla Cina un totale di 3,121 miliardi di dollari, poco meno del 4 per cento del suo debito pubblico totale. ma non c’è dubbio che sviluppatori e tecnici cinesi siano impegnati in importanti progetti infrastrutturali anche nella più grande economia africana. Dal ripristino della grande rete stradale ai nuovi terminal aeroportuali e ai progetti elettrici, la presenza cinese è patente. E il caso delle ferrovie è probabilmente uno dei più interessanti.

Con la collaborazione della Cina, il presidente Muhammadu Buhari sta riportando in vita infatti l’antico ma malconcio sistema ferroviario della Nigeria. La tratta Lagos-Ibadan “provata” da Adeoye, lunga 156 chilometri e costata 1,5 miliardi di dollari, che è stata ultimata di recente e va ad aggiungersi al segmento funzionante Abuja-Kaduna, è una prova concreta di questa rinascita.
Collegherà Lagos a Ibadan, capitale dello stato di Oyo e seconda principale città del sud-ovest del Paese, in due ore e 40 minuti. È stata finanziata con un prestito di 1,3 miliardi di dollari dalla Export-Import Bank of China. Il resto della somma, circa 182 milioni di dollari, è arrivato dal governo nigeriano.
La linea Lagos-Ibadan rappresenta un segmento strategico della più ampia linea ferroviaria nota come Lagos-Kano che collegherà il sud al nord della Nigeria, correndo per 2.733 chilometri e che sarà costruita dal gigante cinese dell’ingegneria, la China Civil Engineering Construction Corporation. Costo preventivato totale: 11,1 miliardi di dollari.
Il corridoio Lagos-Ibadan è uno dei più importanti per l’economia della Nigeria, in quanto collega la capitale commerciale al resto del paese. L’autostrada Lagos-Ibadan, che fino ad ora è stato il principale asse di collegamento, è stata sopraffatta dal traffico, da infinite ricostruzioni e da piani di espansione non realizzati. La speranza è che la linea ferroviaria aiuti ad alleggerire parte del traffico commerciale dai porti e a svuotare la fatiscente autostrada.

E in effetti i viaggiatori sembrano considerare la nuova linea un’opzione più sicura e meno stressante. Akin Akinwale, esperto di comunicazioni, riferendosi al servizio ferroviario ha detto a Quartz: “È una bellissima opportunità. Aprirà l’economia di ciascuna di quelle stazioni ferroviarie lungo la linea”.
Akinwale non è rimasto turbato come Adeoye dalle scritte sugli estintori. Non sappiamo però se, in segreto, stia studiando anche lui mandarino.

(Stefania Ragusa)

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