La diaspora ciadiana contribuisce a ridurre la povertà

di claudia
rimesse

di Valentina Milani

La diaspora ciadiana contribuisce al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile attraverso le rimesse, secondo l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) che ha condotto uno studio su un campione di oltre 800 famiglie di N’Djamena, al fine di sondare come utilizzano i fondi inviati dai loro familiari che vivono all’estero.

Secondo l’Oim, la maggior parte delle famiglie intervistate per lo studio ha riconosciuto l’importanza delle rimesse nel proprio bilancio, con il 27% che ha dichiarato specificamente che i trasferimenti di denaro dall’estero sono necessari per la sopravvivenza della famiglia. Così, attraverso i loro contributi, i membri della diaspora ciadiana contribuiscono a ridurre la povertà (Osm 1), ad aumentare l’accesso al cibo (Osm 2), all’istruzione (Osm 4), a promuovere l’inclusione finanziaria e a ridurre le disuguaglianze (Osm 10) nella società.

Lo studio rivela che le condizioni di vita delle famiglie che ricevono le rimesse sembrano essere migliori di quelle delle famiglie che non le ricevono, suggerendo un legame tra le rimesse della diaspora e il livello di sviluppo socio-economico delle famiglie.

Le rimesse ricevute dalle famiglie intervistate sono utilizzate principalmente per le spese generali della famiglia, oltre che per l’alimentazione, la salute e l’istruzione (68%), il cibo (61%) e le ragioni sociali (58%). Seguono le spese per la sanità (46%) e l’istruzione (26%).

Secondo i risultati, le rimesse coprono una serie di spese che vanno dalle spese domestiche correnti ai risparmi. Tra le famiglie intervistate che ricevono rimesse, l’importo medio ricevuto dalla diaspora è di 125.302 franchi Cfa (circa 191 euro) al mese. I fondi vengono trasferiti e ricevuti principalmente (84%) attraverso i cosiddetti canali “formali”. Tra questi vi sono le società di trasferimento di denaro, le banche (bonifici bancari) e gli uffici di cambio.

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