Immigrazione al centro della visita di Conte in Tunisia

di Marco Simoncelli

Il tema dell’immigrazione clandestina verso l’Europa è stato il cuore dell’incontro di venerdì tra il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il primo ministro tunisino Youssef Chahed avvenuto a Tunisi durante la missione lampo del premier italiano nel Paese del Maghreb.

Conte ha espresso “l’apprezzamento del governo italiano per gli sforzi delle autorità tunisine nel controllo dei flussi irregolari: questa cooperazione consentirà di diminuire i flussi dei migranti provenienti dalla Tunisia”. Poi ha auspicato che “l’accordo sui rimpatri possa dare ulteriori frutti in materia di flessibilità”.

Il suo omologo tunisino ha ribadito che il suo paese sta facendo “molti sforzi per lottare contro l’immigrazione illegale e il terrorismo” e ha affermato che da gennaio del 2018 “sono stati fermati più di 1300 tentativi di partenze e che almeno 9000 persone hanno cercato di emigrare illegalmente dalle coste tunisine”, come riporta Jeune Afrique.

Secondo i dati del Ministero degli interni italiano, gli arrivi di cittadini tunisini in Italia nel 2018 sono stati 4487, in forte calo rispetto all’anno precedente. Fra Italia e Tunisia è in vigore un accordo bilaterale che prevede il rimpatrio di 80 persone con due voli charter due volte a settimana. Tuttavia, l’Italia vorrebbe che la Tunisia si dimostrasse più flessibile aumentando la frequenza delle operazioni di rimpatrio, ma molte ong tunisine si oppongono.
In totale sono 22.031 gli arrivi di migranti registrati in Italia da inizio anno, in calo dell’80,27% rispetto allo stesso periodo del 2017.

Durante la sua visita Conte ha anche incontrato il presidente tunisino Beji Caid Essebsi al palazzo presidenziale di Cartagine. Al centro dei colloqui istituzionali c’è stata poi la preparazione della Conferenza internazionale per la Libia che verrà organizzata dall’Italia il 12 e 13 novembre a Palermo. Conte ha voluto accertarsi della presenza Tunisina e ne ha approfittato per sottolineare come sarà “fondamentale” l’appoggio della Francia.

Un capitolo a parte è stato quello dedicato alla cooperazione economica, come aveva preannunciato l’agenzia InfoAfrica: l’Italia è il secondo partner commerciale della Tunisia con un interscambio bilaterale che, nel 2017, si è assestato attorno ai 5,6 miliardi di euro, con un saldo in attivo. L’Italia è il secondo cliente e il primo fornitore della Tunisia, con una quota di mercato del 15,5%. Diversi i progetti di collaborazione, oltre 850 le società italiane presenti in Tunisia, tra cui Eni, Ansaldo.

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