Centrafrica – Francia annuncia aiuti economici e invio di armi

di Marco Simoncelli

Il Ministro degli Esteri francese, Jean-Yves Le Drian, venerdì ha annunciato che il governo di Parigi concederà 24 milioni di euro in aiuti alla Repubblica Centrafricana e invierà anche delle armi di produzione francese al paese in preda all’instabilità e alla violenza ormai dal 2013.

L’annuncio è stato fatto in occasione della visita di Stato del ministro in Centrafrica avvenuta negli ultimi giorni.  “La Francia vuole continuare la storica cooperazione con la Repubblica Centrafricana” ha affermato Le Drian durante una conferenza stampa nella capitale Bangui, subito dopo l’incontro con il Presidente centrafricano Faustin-Archange Touadéra.

Secondo quanto spiegato dal ministro, i 24 milioni di euro di aiuti verranno stanziati entro la fine di quest’anno e dovranno essere utilizzati principalmente per pagare gli stipendi arretrati dei dipendenti pubblici e le pensioni, oltre a contribuire allo sviluppo dei territori vicini al confine con il Camerun che hanno visto arrivare un gran numero di rifugiati interni e infine per costruire ponti ed altre infrastrutture in modo da rendere raggiungibili alcune regioni isolate.

Per quanto concerne l’invio di armi al governo di Bangui, si prevede la consegna di 1400 fucili d’assalto che saranno destinati alle Forces armées centrafricaines (Faca), come riporta Jeune Afrique. “Lo faremo all’interno del quadro rigoroso e trasparente delle Nazioni Unite nelle fasi di origine, spedizione e consegna” ha affermato Le Drian, il quale ha concluso dicendo che sarebbe “assurdo formare dei militari e non fornirgli successivamente i mezzi per l’esercizio delle loro funzioni”.

Una trattativa di pace per risolvere la guerra civile è stata lanciata dall’Unione Africana e sostenuta dall’Onu nel 2017, ma è stata criticata per la sua lentezza e inefficacia. Parallelamente anche la Russia è entrata in scena negli ultimi mesi cominciando una mediazione con i gruppi ribelli. Mosca ha già inviato sul campo 170 istruttori militari e ottenuto il permesso dall’Onu per inviare eccezionalmente armi nel paese nonostante l’embargo ancora in vigore.

Alla vigilia dell’arrivo del ministro francese in Centrafrica si sono riaccese le violenze nel Nord, come annunciato da Medici Senza frontiere (Msf). Le violenze, scoppiati mercoledì scorso nella città di Batangafo, hanno colpito dei campi profughi e costretto più di 10mila persone a cercare rifugio in ospedale.

Dal 2013, il Paese è dilaniato dalle violenze tra milizie musulmane ex Seleka e i cristiani anti-balaka e dagli scontri tra gruppi armati che si contendono il controllo del territorio e le sue risorse. Secondo le Nazioni Unite, le violenze hanno costretto circa 700 mila persone ad abbandonare le loro abitazioni e altre 570 mila a cercare rifugio all’estero. Nel paese, stima l’Onu, circa 2,5 milioni di persone hanno bisogno di assistenza umanitaria.

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