Il macabro caso del dente di Lumumba

di Diego Fiore
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La giustizia belga ha risposto favorevolmente alla richiesta della famiglia di Patrice Lumumba di restituire un dente del leader congolese assassinato nel gennaio 1961 in Congo. L’annuncio è stato fatto dall’ufficio del procuratore federale belga. Questo dente era stato sequestrato alla famiglia di un poliziotto belga che aiutò a rimuovere il corpo mai ritrovato dell’allora primo ministro dell’ex colonia belga.

Questa vicenda fa parte di un fascicolo giudiziario aperto dopo la denuncia presentata nel 2011 a Bruxelles da diversi figli di Lumumba, che chiedevano di chiarire le circostanze dell’assassinio. Il dente ora sarà restituito, ha detto Eric Van Duyse, portavoce della procura federale, che parla di un gesto simbolico in assenza dell’assoluta certezza che questo dente appartenesse effettivamente all’eroe dell’indipendenza. «Non è stata fatta alcuna analisi del Dna sul dente», ha precisato Van Duyse.

Nel 2000 l’ufficiale di polizia belga Gérard Soete accettò di testimoniare circa la sua partecipazione,  40 anni prima, all’eliminazione del corpo di Lumumba, assassinato con due suoi parenti nell’allora provincia secessionista del Katanga, vicino a Elisabethville (ora Lumumbashi). «In piena notte africana, ci siamo ubriacati per farci coraggio e abbiamo fatto a pezzi i corpi. La parte più difficile è stata tagliarli prima di versare l’acido», aveva spiegato l’ottuagenario, che nel frattempo è morto. «Non era rimasto quasi nulla, solo pochi denti», ha aggiunto Gérard Soete. Secondo il sociologo belga Ludo De Witte, autore di un libro sull’assassinio di Lumumba, Soete aveva deciso di portare con sé in Belgio questi pochi cimeli “come trofei di caccia”.

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