Il Benin torna indietro

di Raffaele Masto

In Benin si torna indietro. Il Paese è andato al voto per le presidenziali, ma la Commissione elettorale ha escluso i partiti dell’opposizione. Ammessi solo due partiti su sette, il Bloc Républicain e l’Union Progressiste. Entrambi sostengono il presidente Patrice Talon (nella foto) che in pratica, per ovvie ragioni, ha già vinto la gara. Tutto ciò accade mentre in gran parte del continente si lotta per ottenere sistemi democratici, elezioni trasparenti, civili al potere e multipartitismo. In pratica il Benin torna indietro, dato che dalla fine dell’era socialista, con il ritorno alla democrazia multipartitica nel 1990, era considerato una «democrazia modello» tra i Paesi dell’Africa occidentale.

Patrice Talon è stato abile nei mesi scorsi. Ha di fatto creato due partiti privati che lo sostengono. Non uno, altrimenti sarebbe stato possibile accusarlo di avere ripristinato la pratica del partito unico. Ha creato una Commissione elettorale completamente accondiscendente, ha represso con fermezza le proteste dei partiti esclusi e oggi si presenta alle urne, sicuramente vincitore.

Quali i motivi per cui sono stati esclusi dalla consultazione i partiti dell’opposizione? Semplice, una serie di mancanze amministrative, tasse non pagate, bolli sbagliati, moduli non compilati, insomma nulla di gravissimo.

Ma chi è Patrice Talon, il presidente vincitore? Secondo la rivista americana Forbes, è il più ricco cittadino del Benin, con un patrimonio di 400 milioni di dollari. I suoi sostenitori e la propaganda che ha utilizzato nella sua campagna elettorale affermano che riformerà profondamente il Paese, anche se non è stato specificato come. Di fatto in Benin si dice che Talon ha scelto come suo modello il presidente del Ruanda, Paul Kagame, che vince le elezioni con il 99,8% dei consensi.

Il Benin è un Paese stabile ma povero. Secondo le stime della Banca mondiale, nel 2015 il 40% degli abitanti viveva sotto la soglia della povertà, con un aumento di un paio di punti percentuali rispetto all’anno precedente. 114.700 kmq di superficie e 11,3 milioni di abitanti. Dal punto di vista religioso, il Benin è considerato un Paese tollerante: il 30% della popolazione è animista, i cattolici sono il 27%, i musulmani il 24%, i protestanti il 5,4%.

(Raffaele Masto – Buongiorno Africa)

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