I segreti di una ranger

di Diego Fiore
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Le fototrappole sono uno strumento importantissimo per localizzare gli animali e nella lotta contro i bracconieri: grazie ai dati raccolti analizzando le fotografie sappiamo dove è probabile trovare determinate specie. Inoltre è possibile stabilirne i territori e i movimenti. Per esempio, senza le fototrappole, non avremmo potuto fare un censimento accurato della popolazione dei leopardi della riserva (clicca qui). Il 95% dei kit di identificazione di questi sfuggenti felini deriva proprio dal materiale raccolto dalle camera traps. Le fototrappole catturano anche immagini di possibili intrusi e di animali rarissimi molto schivi o prettamente notturni, tra cui oritteropi, caracal, serval, pangolini, leopardi, genette, zibetti, tassi del miele e molti altri! Questi strumenti sono quindi fondamentali perchè lavorano 24 ore su 24 e scattano foto quando il sensore registra un movimento. Sono posizionate in luoghi specifici, dove si registrano molti movimenti da parte degli animali. Le controlliamo diverse volte al mese, sostituendo le schede di memoria. Una volta rientrati alla base, guardiamo al computer migliaia di scatti dividendoli per specie. Poi inizia il lavoro di analisi.

Questione di carattere

Durante i mesi invernali, avevamo riscontrato un problema di durata delle batterie: essendo le nottate molto fredde, dopo un paio di giorni la fototrappola cessava di funzionare. Così, Koos decise di costruire un sistema piuttosto innovativo per ovviare a questo problema, collegando delle batterie ricaricabili esterne a piccoli pannelli solari, a loro volta uniti alla camera trap. Questo sistema si è rivelato molto efficiente e ha esteso a un mese la durata delle batterie! Il monitoraggio degli animali è un lavoro molto gratificante che consente di passare molto tempo sul campo. Con l’esperienza acquisita, si possono capire e anticipare i comportamenti, i movimenti e i caratteri di determinati individui creando le condizioni ideali per un monitoraggio molto efficiente. Per esempio, ci sono i leoni più schivi, a cui è necessario concedere più spazio con il veicolo; altri sono molto tranquilli e rilassati e si lasciano avvicinare con la Jeep più da vicino, senza batter ciglio. E cosi via per ogni specie.

Consigli utili

Tengo sempre a precisare come sia importante, per la conservazione e la preservazione delle specie, visitare solo parchi e riserve naturali dove gli animali sono liberi e rispettare rigorosamente le regole consigliate dal parco per la propria sicurezza (nel caso si opti, per esempio, per un safari “fai da te”, dove ogni persona può guidare con la propria auto). Spesso mi viene chiesto come mai sia possibile approcciare un animale con il veicolo in modo ravvicinato ma che non ci si possa avvicinare quando si è a piedi. Il fatto è che gli animali vedono il veicolo come un oggetto e hanno imparato a tollerarne la presenza. Non rappresenta una minaccia alla loro sicurezza. Nonostante sia possibile camminare nel bush, quando ci si imbatte in un animale pericoloso (leoni, elefanti, bufali, rinoceronti, leopardi, ippopotami, iene, ghepardi e… struzzi!) a piedi è importante tenere in considerazione che in questo caso gli animali ci riconoscono come minaccia, in quanto ora siamo a livello del terreno. Qualsiasi animale selvatico ha paura dell’uomo. Rimanere fuori dalla zona di comfort dell’animale è necessario per evitare reazioni indesiderate che comprometterebbero la sicurezza dell’animale e la nostra!

Un mestiere complicato

Lavorare nell’ambito della conservazione vuol dire anche saper rinunciare alle comodità, fare sacrifici, rimanere isolati dalla “civiltà” e dai propri cari per periodi estesi ed adottare, per coerenza, uno stile di vita sostenibile, facendo attenzione all’uso delle risorse naturali, ad acquistare solo ciò di cui si ha realmente bisogno, a evitare packaging inutile e dannoso per l’ambiente, a riutilizzare ciò che si possiede e a riparare ciò che si danneggia. La natura ci insegna cosi tanto ogni giorno! La bellezza sta nella semplicità e nel saper apprezzare anche ogni piccola cosa. Ogni persona dovrebbe vivere in maniera sostenibile per garantire un futuro alle generazioni successive. Quanto alla conservazione, molte lobby cercano di imporre o insegnare, talvolta con presunzione, come il Sudafrica dovrebbe comportarsi. In realtà spesso ciò mette le persone che lavorano sul campo e un intero sistema in difficoltà. Al momento, la minaccia maggiore per la fauna selvatica nel Paese è rappresentata da fattori come la mancanza di fondi per mantenere le riserve e i parchi nazionali, il bracconaggio, la perdita di habitat naturali e i conflitti uomo/animali selvatici (fine seconda parte).

(Sabrina Colombo)

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