Massacro del 28 settembre a Conakry. Onu chiede processo rapido

di Marco Simoncelli

Dieci anni dopo l’attacco dell’esercito nello stadio di Conakry, l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani ha invitato le autorità ad “accelerare” l’organizzazione del processo dei responsabili.

“L’impunità prevale in Guinea da troppo tempo e impedisce alle cicatrici delle vittime di guarire. La pace duratura e la riconciliazione non saranno raggiunte finché non sarà ottenuta giustizia e individuate le responsabilità”, ha dichiarato Michelle Bachelet in una nota.

Il 28 settembre 2009 le forze dell’ordine hanno represso una manifestazione pacifica dell’opposizione. Forze di sicurezza e soldati picchiarono, pugnalarono e uccisero a colpi di arma da fuoco gli avversari del regime militare, riuniti nel più grande stadio di Conakry per chiedere al presidente autoproclamato dal dicembre 2008, Moussa Dadis Camara, di non presentarsi alle elezioni presidenziali.

Le indagini sul massacro sono state chiuse dalla fine del 2017, ma la data del processo non è stata ancora fissata. Una commissione d’inchiesta internazionale nominata dall’ONU ha stabilito nel dicembre 2009 che l’attacco “ha causato almeno 156morti e dispersi, tra cui anche alcune donne che sono morte a causa di di gravi violenze sessuali subite”, ha ricordato il commissario in una dichiarazione.

Questo rapporto dell’Onu, come ricorda Jeune Afrique, travolse le autorità dell’epoca, rivelando che la scena del crimine sarebbe stata inquinata. I detenuti sono stati torturati, almeno 109 ragazze e donne sarebbero state vittime di violenza sessuale e corpi sarebbero stati sepolti in fosse comuni.

La Commissione ha inoltre concluso che questo massacro costituisce un “crimine contro l’umanità” e ha riscontrato la responsabilità penale individuale di numerosi funzionari guineani, tra cui Moussa Dadis Camara.

“Sebbene la Commissione d’inchiesta abbia raccomandato alle autorità guineane per quasi dieci anni di perseguire i responsabili e risarcire le vittime, finora sono stati fatti pochi progressi tangibili”, ha affermato Bachelet, che ha chiesto di “accelerare l’organizzazione del processo”. “Queste tanto attese procedure giudiziarie – se e quando avranno effettivamente luogo – dovrebbero garantire sia la responsabilità per il bene delle vittime che rafforzare lo stato di diritto in tutto il paese”, ha affermato.

L’Alto Commissario ha sottolineato che gli sforzi per perseguire e organizzare una procedura giudiziaria “sono stati estremamente lenti e non hanno portato a un processo o a condanne effettive dei responsabili”. “È particolarmente preoccupante che un certo numero di funzionari di alto rango accusati siano ancora in servizio e non siano ancora stati consegnati alla giustizia”, ​​ha detto.

Dall’indipendenza nel 1958 l’ex colonia francese è stata spesso il teatro di colpi di stato e di violazioni dei diritti umani commessi in tutta impunità dai militari, ‘intoccabili’ negli ultimi 50 anni. Il massacro dello stadio di Conakry è emblematico della travagliata storia recente della Guinea: si è verificato mentre il capitano Camara era alla guida del paese, dopo la morte alcuni mesi prima del padre-padrone Lansana Conté.

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