Il generale Muhoozi Kainerugaba, capo di stato maggiore dell’Uganda e figlio del presidente Yoweri Museveni, ha dichiarato che si candiderà alla presidenza alle elezioni del 2031.
Kainerugaba, 52 anni, è da tempo considerato un possibile successore del padre ormai anziano ed è noto per i suoi post al veleno sui social media. In alcuni di questi ha minacciato e accusato di morte il leader dell’opposizione Bobi Wine, ora in esilio volontario fuori dal Paese. Durante le ultime elezioni di gennaio, il generale ha ordinato una stretta sugli oppositori e l’interruzione della connessione internet per assicuare la riconferma al padre. A giugno ha invece disposto la chiusura dei principali organi di informazione ugandesi.
«Mi candiderò alla più alta carica del Paese nel 2031. E vinceremo per grazia di Dio onnipotente», ha scritto Kainerugaba in una serie di post pubblicati sulla piattaforma X: «Con il sostegno del mio grande padre, Mzee, otterrò il 90% alle elezioni del 2031». Kainerugaba, che guida un gruppo di pressione politica chiamato Lega patriottica dell’Uganda, aveva precedentemente annunciato la sua intenzione di candidarsi alle ultime elezioni di gennaio, rinunciandovi alla fine.
Yoweri Museveni, a capo del Movimento di resistenza nazionale (Nrm), il partito al governo, è al potere in Uganda dal 1986 e il suo governo è stato accusato da diversi critici di numerose violazioni dei diritti umani, tra cui torture, rapimenti e detenzioni arbitrarie. Il governo respinge le accuse. Il principale leader dell’opposizione del Paese, Bobi Wine, è fuggito negli Stati Uniti all’inizio di quest’anno, affermando di temere per la propria vita. Un’altra figura di spicco dell’opposizione, Kizza Besigye, è in carcere dal 2024 ed è sotto processo per tradimento.



