Ferrovie, la Cina pronta a finanziare la linea da Nairobi al Ruanda

di Enrico Casale
La Cina avrebbe assicurato prestiti sufficienti che però il Kenya dovrà restituire negli anni.
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Archiviata pochi giorni fa, la cerimonia di inaugurazione della nuova linea Mombasa-Nairobi, in Africa orientale si torna a parlare di ferrovie. La Cina si è detta pronta a finanziare la tratta che da Kisumu in Kenya si dirige verso l’Uganda e poi in Ruanda. Un investimento che Pechino è disposta a fare solo se i tre Paesi si impegneranno a gestire il progetto congiuntamente. I cinesi ritengono, infatti, che un accordo politico tra le tre nazioni ridurrebbe al minimo i rischi politici e permetterebbe di realizzare, entro i tempi previsti, tutte le tratte della linea.

Il Primo ministro cinese Li Keqiang è stato chiaro: la Cina finanzierà l’importante tratta ferroviaria solo se questa verrà assunta come un unico progetto regionale. Per ribadire il concetto ha affermato che Pechino tratterà i finanziamenti solo con una commissione congiunta nella quale sono presenti esponenti dei tre Paesi.

Il Kenya è già d’accordo anche se un simile progetto impegnerà seriamente Nairobi dal punto di vista finanziario. Il costo della tratta Mombasa-Nairobi (472 km) è costato 3,37 miliardi di dollari, quello tra Naivasha e Kisumu (350 km) sarà più alto e sfiorerà i 3,6 miliardi di dollari ai quali andranno aggiunti 1,5 miliardi di dollari per la tratta  Nairobi-Naivasha.  James Macharia, segretario generale delle ferrovie keniane ha detto che la linea da Nairobi a Kisumu è più breve, ma più costosa di quella tra Mombasa e Nairobi perché la conformazione del territorio è molto più complessa. «Dobbiamo scavare tunnel e costruire più ponti attraverso. Ciò significa, ovviamente, costi maggiori». La Cina avrebbe assicurato prestiti sufficienti che però il Kenya dovrà restituire negli anni.

Secondo fonti del sito «The East African», l’Uganda sarebbe favorevole al progetto e avrebbe già avviato la raccolta di fondi per realizzare la tratta di 293 chilometri tra Malaba a Kampala. «Dobbiamo aspettare che i nostri vicini decidano su questo progetto prima di poter ottenere i fondi. La Cina non vuole finanziare una cattedrale nel deserto», ha detto il ministro delle Finanze ugandese, Matia Kasaija.

Secondo un rapporto del governo di Kampala, pubblicato in aprile, l’opera potrebbe aiutare le economie di tutti e tre i Paesi che, attraverso il porto di Mombasa, potrebbero esportare più velocemente le proprie merci. Il Ruanda però non si è ancora espresso. Lo scorso anno, Kigali aveva annunciato di volersi collegare ai porti della Tanzania piuttosto che a quelli keniani. Tornerà sui suoi passi?

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