Le Emergency Response Rooms sudanesi vincono il premio Balzan per la pace

di Tommaso Meo

Il movimento sudanese delle Emergency Response Rooms (Err) ha vinto ieri il Premio per l’umanità, la pace e la fratellanza tra i popoli, riconoscimento speciale assegnato nell’ambito dei premi Balzan 2026 a istituzioni o singole persone che si sono distinte in opere umanitarie eccezionali.

Il premio, del valore di 800.000 euro, è stato attribuito per il ruolo svolto dai volontari nel garantire assistenza sul campo e speranza alle comunità colpite dalla guerra civile in Sudan, colmando il vuoto lasciato dal collasso delle istituzioni statali e dalle difficoltà di accesso degli aiuti internazionali. Il movimento sudanese impiegherà i fondi per potenziare le attività legate alla tutela della salute mentale, definite di vitale importanza in un contesto segnato da violenza, sfollamenti e grave emergenza umanitaria.

Le Emergency Response Rooms sudanesi erano già state nominate nel 2024 ai premi Nobel per la pace assegnati dal segnato dal Comitato norvegese per il Nobel.

I premi Balzan sostengono dal 1961, l’avanzamento della conoscenza senza confini e l’interdisciplinarità. Ogni anno vengono scelti quattro campi di ricerca diversi, due nelle materie umanistiche e due in quelle scientifiche, per privilegiare filoni nuovi o emergenti. I riconoscimenti annuali del 2026, hanno un valore di 800.000 euro ciascuno, la cui metà deve essere destinata a progetti di ricerca condotti da giovani studiosi.

Quest’anno sono stati premiati quattro studiosi e gruppi di ricerca: l’italiana Elena Esposito per il contributo alla scienza sociale della tecnologia digitale, i ricercatori Rasmus Nielsen e Ziheng Yang per l’evoluzione molecolare, David Nirenberg per gli studi ebraici e la coppia formata da Geoffrey W. Coates e Marc A. Hillmyer per lo sviluppo di polimeri biodegradabili. I premi saranno consegnati ufficialmente a Roma il 19 novembre alla presenza del presidente della Repubblica.

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