Egitto, trasformare i rifiuti in energia

di Enrico Casale
rifiuti in egitto
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Vari enti statali egiziani stanno collaborando per attirare investimenti nazionali ed esteri per progetti di conversione dei rifiuti in energia. Lo riferisce il quotidiano egiziano al-Ahram. La prima fase è già stata avviata: i dettagli del progetto sono stati resi noti a seguito di un incontro tra le società e il primo ministro Mustafa Madbouli, che ha ordinato l’agevolazione delle procedure per gli investitori. Yasmine Fouad, ministro dell’ambiente, ha incontrato Tarek Amer, governatore della Banca centrale d’Egitto (Cbe), per discutere il finanziamento del progetto. Il suo obiettivo di trasformare i rifiuti in energia sarà un cambiamento qualitativo nell’affrontare il problema dei rifiuti del paese, ha affermato.

Il progetto vede coinvolti diversi ministeri – Interni, Ambiente ed Economia in particolare – che mettono a disposizione fondi e competenze tecniche e burocratiche.

Sono otto le società coinvolte, in otto governatorati diversi, con investimenti compresi tra i 325 e 329 milioni di dollari: per aderire al progetto la nuova legge sul ciclo dei rifiuti egiziana prevede una licenza particolare e l’iscrizione a un registro di raccoglitori di rifiuti e sono previsti incentivi economici diretti per i produttori di energia da rifiuti, con un costo di 1,4 lire egiziane a chilowattora. La produzione totale di elettricità dell’Egitto è di 60.000 MW, mentre il consumo massimo è stimato a 32.000 MW, il che significa che il Paese ha un surplus di elettricità.

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