Ebola arretra nella Rd Congo, forte calo dei casi sospetti

di claudia
Rilevamento febbre. Foto di Haruna Musa per MSF

La situazione sanitaria nella Repubblica Democratica del Congo registra un importante sviluppo sul fronte del contenimento dell’epidemia di Ebola, con una netta diminuzione dei casi sospetti che si sono rivelati negativi alle analisi mediche. Lo ha reso noto un comunicato ufficiale diffuso dal ministero della Salute congolese, secondo cui le persone attualmente sotto investigazione medica sono scese a quota 116.

La drastica riduzione segue i dati diffusi alla fine di maggio dallo stesso ministero della Salute, che indicavano 1.077 casi sospetti monitorati nel Paese. Come chiarito alla stampa da Christian Lindmeier, portavoce della Oms (Organizzazione mondiale della sanità), nel corso di un’epidemia ogni individuo che manifesta sintomi compatibili con il virus viene inizialmente registrato come caso sospetto in attesa dei riscontri dei test. Gli esami di laboratorio eseguiti in questi giorni hanno permesso di escludere il virus Ebola per la maggior parte dei pazienti, scoprendo che le sintomatologie erano invece legate a patologie differenti come la malaria o la meningite.

I dati epidemiologici complessivi aggiornati all’inizio di giugno indicano che nella Repubblica Democratica del Congo si contano 344 casi confermati, tra i quali si registrano 60 decessi e sei guarigioni totali, mentre rimangono in isolamento 173 persone considerate ancora sospette. L’epidemia ha varcato i confini nazionali raggiungendo anche l’Uganda, dove il ministero della Salute locale ha confermato sei nuovi contagi tra le persone entrate in contatto con i malati precedentemente individuati, portando il totale dei casi confermati a 15, con 12 pazienti ospedalizzati, due guariti e un solo decesso registrato.

L’attuale ondata di contagi ha spinto la Oms a dichiarare l’epidemia in corso nei due Stati africani come un’emergenza di salute pubblica di portata internazionale. La preoccupazione delle autorità sanitarie internazionali resta elevata poiché la diffusione è causata dal ceppo Bundibugyo del virus Ebola, una variante per la quale non si dispone ancora di alcun vaccino approvato o di un trattamento medico specifico.

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