Cosa c’è davvero in palio lungo il Corridoio di Lobito, la nuova via strategica dei minerali africani

di Tommaso Meo
Linea ferroviaria

A Lusaka, il mega-progetto torna al centro dell’agenda regionale. Riuniti il 5 e 6 ottobre, Angola, Repubblica Democratica del Congo e Zambia hanno rilanciato l’impegno ad accelerarne la realizzazione, puntando su investimenti, occupazione e trasformazione locale dei minerali. L’incontro conferma una posta in gioco che supera la logistica: collegare la ricchezza mineraria africana ai mercati globali significa intrecciare sicurezza economica, crescita industriale e integrazione regionale

di Francesco Piacitelli – Centro Studi Amistades

Per Angola, Repubblica Democratica del Congo (Rdc) e Zambia, il Corridoio di Lobito deve favorire industrializzazione, occupazione e diversificazione degli sbocchi commerciali. Ai partner internazionali chiedono investimenti energetici e logistici per sostenere la trasformazione locale dei minerali e il coinvolgimento delle imprese africane. Nel XXI secolo la competizione internazionale non si gioca più soltanto sul controllo delle risorse, ma anche sulla capacità di connetterle, attraverso il porto di Lobito, alle supply chain europee e statunitensi: raffinerie e impianti di lavorazione dei metalli, produttori di batterie e veicoli elettrici e industrie delle infrastrutture energetiche.

La crescente domanda di minerali critici rappresenta una delle principali conseguenze della transizione energetica e della trasformazione tecnologica globale. Rame, cobalto, litio e terre rare costituiscono oggi componenti essenziali per batterie, semiconduttori e sistemi di difesa avanzati. Per quei Paesi che controllano una parte importante di tali risorse, la sfida rimane quella di riuscire a trasportarle ove necessario, trasformarle e trattenere una quota maggiore del valore generato.

Tra le aree di maggiore interesse spicca il Copperbelt, la vasta regione mineraria condivisa tra Rdc e Zambia, che ospita alcuni dei più ricchi giacimenti mondiali di rame e cobalto. È proprio da qui che inizia la sfida logistica del corridoio di Lobito: portare i minerali verso l’Atlantico attraverso una rotta più diretta e anche più competitiva. Per Kinshasa, Lobito offre la possibilità di diversificare gli sbocchi commerciali, ridurre i costi logistici e attrarre investimenti nella trasformazione locale dei minerali. Restano però decisivi il potenziamento della rete ferroviaria congolese, la disponibilità di energia e la semplificazione delle procedure di frontiera. L’utilizzo della rotta da parte di operatori come Kamoa Copper indica una diversificazione logistica già avviata, il cui consolidamento dipenderà dall’affidabilità e dalla competitività del servizio.

L’iniziativa si articola su più segmenti, con diversi livelli di operatività e avanzamento. La tratta angolana della ferrovia di Benguela si estende per circa 1.300 chilometri dal porto di Lobito al confine congolese, mentre il collegamento fino a Kolwezi raggiunge i 1.739 chilometri. A questa direttrice si affianca il progetto di una nuova estensione verso lo Zambia, che richiede una distinta strutturazione finanziaria e realizzativa. Per Lusaka, l’accesso all’Atlantico offrirebbe uno sbocco più diretto verso Europa e Stati Uniti, affiancando la direttrice Tazara verso Dar es Salaam, favorevole ai mercati asiatici. La diversificazione consentirebbe di scegliere tra più rotte e limitare l’esposizione alle interruzioni di un singolo collegamento. I vantaggi effettivi dipenderanno però da tariffe, tempi complessivi e regolarità del servizio: l’estensione zambiana di Lobito resta da realizzare, mentre Tazara è operativa e in fase di potenziamento. Le capacità e le riduzioni dei tempi annunciate sono quindi obiettivi progettuali, che non dimostrano ancora una superiorità commerciale di Lobito.

Lobito, però, non è soltanto una ferrovia. L’obiettivo è costruire lungo questa direttrice una rete di trasporti e attività economiche capace di collegare miniere, imprese, agricoltura e servizi logistici. Così emerge una certa ambizione del progetto, che passa dal fare in modo che il Corridoio non serva soltanto a portare più velocemente i minerali al porto, ma contribuisca alla crescita delle sue economie. Il Corridoio può rafforzare l’integrazione economica africana, coerentemente con gli obiettivi delineati dall’Area Continentale Africana di Libero Scambio (AfCFTA), dall’Agenda 2063 dell’Unione Africana e dalla più recente African Green Minerals Strategy, che promuovono una maggiore trasformazione locale delle materie prime, lo sviluppo di filiere regionali e una più ampia partecipazione africana alle catene globali del valore.

A questa infrastruttura fisica dovrà necessariamente affiancarsi anche una crescente integrazione digitale. La competitività delle future filiere dei minerali critici dipenderà, infatti, anche dalla capacità di sviluppare sistemi interoperabili di tracciabilità, procedure doganali digitalizzate, banche dati geologiche e strumenti condivisi per la certificazione delle materie prime.  Un esempio è E-trace, la piattaforma digitale avviata dall’ente congolese di certificazione Ceec per tracciare e certificare i minerali. Per Kinshasa, una priorità è verificare che quantità e qualità dichiarate corrispondano a quelle effettivamente esportate; gli acquirenti internazionali chiedono invece una tracciabilità estesa dalla miniera al produttore finale. Collegare queste esigenze richiede dati affidabili e sistemi interoperabili. La competizione, quindi, riguarda sempre più anche la gestione delle informazioni che accompagnano i minerali lungo l’intera catena del valore. In questo senso, la qualità della governance digitale è parte integrante della competitività del corridoio.

Questa pluralità di funzioni spiega l’interesse delle principali economie mondiali: Lobito intreccia accesso ai minerali critici, politica industriale, integrazione regionale e cooperazione strategica. Il Corridoio è uno dei progetti più significativi sostenuti nell’ambito della Partnership for Global Infrastructure and Investment (Pgii), mentre per l’Unione Europea una delle iniziative di maggiore rilievo del programma Global Gateway, attraverso il quale Bruxelles punta a promuovere infrastrutture sostenibili e partenariati economici di lungo periodo con i Paesi partner. Un passaggio rilevante è arrivato il 3 luglio di quest’anno, quando Africa Finance Corporation (Afc) ha annunciato il financial close di un finanziamento da 753 milioni di dollari destinato alla riabilitazione e al potenziamento della tratta angolana gestita da Lobito Atlantic Railway. L’operazione riguarda la componente ferroviaria in Angola e va distinta dal finanziamento della prevista estensione del Corridoio verso lo Zambia. Parallelamente, attraverso il Global Gateway, l’Ue ha mobilitato investimenti superiori ai 2 miliardi di euro nei tre Paesi coinvolti, estendendo l’intervento oltre il settore dei trasporti ai comparti energetico, agricolo e logistico. Il 6 agosto la Banca Africana di Sviluppo ha inoltre annunciato l’approvazione di un prestito da 255 milioni di dollari dell’African Development Fund e di un contributo da 10 milioni della Rome Process/Mattei Plan Financing Facility per sostenere la partecipazione dello Zambia al Corridoio. Questo intervento rende più concreto anche il ruolo italiano nella cooperazione multilaterale legata a Lobito. L’approvazione delle risorse rappresenta un avanzamento finanziario, mentre le ricadute produttive e territoriali dovranno essere valutate durante l’attuazione.

Anche la Cina continua a giocare un ruolo centrale nelle infrastrutture e nel settore minerario africano. Il Copperbelt dispone già di una direttrice verso l’Oceano Indiano attraverso la ferrovia gestita dalla Tanzania-Zambia Railway Authority (Tazara), oggi al centro di un programma di rilancio affidato alla China Civil Engineering Construction Corporation (Ccecc), società cinese di costruzioni ferroviarie. Il 17 luglio sono stati avviati a Dar es Salaam i lavori per un centro di formazione e un centro di controllo operativo, una tappa della modernizzazione della linea. Per Zambia e Rdc, affiancare a questa rotta lo sbocco atlantico di Lobito significa ampliare le possibilità di scelta.

Il valore del Corridoio dipenderà dalla sua capacità di produrre ricadute economiche nei territori attraversati: in Angola, piattaforme logistiche come quella di Caála possono facilitare l’accesso ai mercati per cooperative agricole e imprese locali; in Zambia, i programmi di facilitazione commerciale puntano a integrare le piccole imprese nelle catene di fornitura legate al settore minerario. Il progetto della Banca Africana di Sviluppo prevede tra i beneficiari oltre mille Pmi, sei cooperative e commercianti transfrontalieri, in maggioranza donne. Perché queste opportunità funzionino, saranno decisive una governance coordinata, procedure doganali armonizzate e regole trasparenti, ma anche l’affidabilità concreta del servizio ferroviario. Il successo di Lobito si misurerà nella capacità di Angola, Rdc e Zambia di utilizzare le nuove infrastrutture per sviluppare trasformazione locale, imprese, competenze e occupazione qualificata. La domanda globale di rame e cobalto offre un’opportunità, ma senza una strategia industriale il rischio è che i minerali raggiungano più rapidamente i mercati internazionali mentre una quota significativa del valore continui a essere generata fuori dai tre Paesi.

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