Coppa d’Africa: calca allo stadio, otto morti tra cui un bambino

di claudia

Drammatiche scene si stanno consumando da ore all’ospedale distrettuale camerunese di Messassi, non lontano dallo stadio di Olembé, dove si contano almeno otto corpi senza vita – tra cui quello di un bimbo di sei anni – uccisi nella calca formatasi ieri sera mentre stava iniziando la partita di calcio Camerun-Comore alla periferia nord di Yaoundé. Dopo ore concitate è stato reso noto un bilancio ufficiale, da parte del ministero della Comunicazione, di otto morti e 38 feriti, di cui sette gravi. Alcuni feriti sono stati evacuati verso l’ospedale generale della capitale. Fonti giornalistiche sul posto hanno riferito a InfoAfrica che si teme un bilancio di vittime più grave.

Pianti, urla, sgomento tra i famigliari delle vittime e delle persone di cui non si ha più notizie. Tutte erano andate allo stadio per assistere all’incontro degli ottavi di finale tra i Leoni indomabili e la nazionale delle Comore, conclusasi con la vittoria dei camerunesi 2-1. Sui social media circola un video nel quale si vedono persone accorrere all’ingresso sud da uno spazio angusto affiancato da griglie contro le quali si ammassa la folla. Non è chiaro se queste persone avevano biglietti o se facevano parte di spettatori ‘incentivati’ dalle autorità per riempire gli stadi vuoti di questa 33a Coppa d’Africa. Alcune fonti riferiscono che l’utilizzo di tale ingresso non era previsto e sarebbe forse stato aperto per sbaglio.

La confederazione calcistica africana (Caf) ha emesso un comunicato nel quale riferisce di indagare sulla situazione per ottenere maggiori dettagli sugli incidenti. “Siamo in costante comunicazione con le autorità camerunesi e il comitato organizzatore locale. Questa sera il presidente della Caf, Patrice Motsepe, ha inviato il segretario generale, Veron Mosengo-Omba, al capezzale delle vittime ricoverate negli ospedali di Yaoundé”, ha indicato l’organismo panafricano attraverso una nota divulgata in serata.

Il maestoso stadio di Olembé, il cui progetto decennale ha inghiottito somme di denaro significative, tra ritardi, incertezze, cambi d’appalto – la maggior parte della struttura è stata costruita dall’azienda italiana Piccini prima di vedersi rimuovere l’incarico a favore di una ditta canadese guidata da un controverso manager francese, Frank Mathiere – era già soprannominato lo stadio della discordia, prima ancora delle tragiche scene avvenute ieri sera.

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