Centrafrica, tutte le colpe di Mankeur Ndiaye

di Stefania Ragusa
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Il rappresentante speciale del Segretario generale delle Nazioni Unite in Repubblica Centrafricana, il senegalese Mankeur Ndiaye, è nel mirino dell’opposizione democratica centrafricana. In una missiva inviata ieri al Segretario generale dell’Onu Antonio Guterres, la coalizione di opposizione Cod-2020 accusa Ndiaye, che è anche capo della missione di peacekekeeping nota con l’acronimo Minusca, di aver avuto un ruolo nefasto nel processo elettorale che ha portato alle elezioni del 27 dicembre, di cui la stessa coalizione ha già chiesto l’annullamento. “È stato attaccato a un’agenda professionale personale, ben lungi dagli interessi del popolo centrafricano e della comunità internazionale”, scrive la Cod-2020, che lo ritiene “responsabile della crisi attuale”, a tal punto che in seno alla comunità centrafricana sta dilagando un sentimento di respingimento della Minusca.

L’opposizione accusa ancora Ndiaye di aver ignorato i loro avvertimenti su una serie di “disfunzioni” nella preparazione delle elezioni, di aver “mentito” nei suoi rapporti al Segretario generale delle Nazioni unite presentando – falsamente secondo loro – il processo come “trasparente” e “inclusivo”. Lo accusano anche di aver sostenuto “apertamente” la candidatura di Faustin Archange Touadéra e di aver “demonizzato” l’opposizione. Ancora, il rappresentante dell’Onu viene accusato di aver fatto pressione sulla Corte Costituzionale affinché fossero mantenute a tutti i costi le elezioni (nonostante la crisi armata sollevata dai ribelli, Ndr), che fosse rieletto Touadera al primo turno, minacciando del ritiro del sostegno della comunità internazionale.

La Cod-2020 accusa inoltre il capo della Minusca e il portavoce Vladimir Monteiro di accusare regolarmente, senza prove, l’opposizione democratica di connivenze con i ribelli della Coalizione dei patrioti per il cambiamento “con l’obiettivo di screditare” il movimento. A conclusione della lettera, firmata da Mahamat Kamoun, musulmano originario del nord, ex consigliere del presidente golpista Michel Djotodja (Seleka) ed ex primo ministro della presidente di transizione Catherine Samba-Panza, si chiede un’inchiesta per fare la luce sul ruolo e l’atteggiamento del rappresentante dell’Onu in Centrafrica. “Il rappresentante speciale del Segretario generale delle Nazioni Unite in Rca Ndiaye Makeur resta concentrato sulla sua missione, quella di eseguire il mandato della Minusca a sostegno degli sforzi delle autorità nazionali e con il pieno e incondizionato sostegno della comunità internazionale”, ha twittato, in reazione, il portavoce Monteiro.

Nel fine settimana, la Minusca aveva annunciato con enfasi la ripresa del controllo della principale città meridionale, Bangassou, costringendo con un ultimatum i ribelli della Cpc ad andarsene. Le tensioni a Bangassou delle ultime settimane avevano costretto migliaia di persone alla fuga. Venerdì, un casco blu della Minusca era rimasto ucciso in un’imboscata vicino a Grimari, circa 300 chilometri da Bangui. La Repubblica Centrafricana attende i risultati definitivi delle elezioni generali, che la Corte Costituzionale, da calendario, dovrebbe annunciare entro domani.

(Céline Camoin)

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