Centrafrica – Ngaissona consegnato alla Corte penale internazionale

di Enrico Casale
patrice-edouard ngaissona

Patrice-Edouard Ngaissona, arrestato a metà dicembre in Francia, è stato trasferita mercoledì alla Corte penale internazionale (Cpi). Ngaissona, 51 anni, è sospettato di aver commesso o contribuito a commettere crimini di guerra e crimini contro l’umanità nell’ovest della Repubblica centrafricana nel 2013 e 2014. Nonostante le sue pesanti responsabilità come leader delle milizie cristiane antibalaka, è stato ministro degli Sport. Patrice-Edouard Ngaissona è stato eletto nel comitato esecutivo della Confederazione calcistica africana nel 2018 ed è stato anche presidente della Federcalcio centrafricana.

Alla fine di dicembre, la Corte d’appello di Parigi aveva dato il via libera alla consegna di Ngaissona alla Corte penale internazionale, che aveva emesso un mandato d’arresto all’inizio dello stesso mese. La data della sua prima apparizione davanti al Tribunale penale internazionale «sarà annunciata a breve», annuncia la Cpi.

Il suo arresto arriva poche settimane dopo che quello di un altro ex leader anti-Balaka, Alfred Yekatom, soprannominato Rambo, anch’egli consegnato alla Cpi.

La milizia cristiana è stata creata dopo che i ribelli Séléka, per lo più musulmani, hanno rovesciato il presidente François Bozizé nel 2013. Da allora la Repubblica centrafricana sta lottando per uscire da questa crisi. I negoziati si sono aperti giovedì a Khartoum, in Sudan, tra il governo e gruppi armati dell’Africa centrale. I ribelli rimangono padroni di una parte del territorio, nonostante la presenza militare della Francia e delle Nazioni Unite.

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