Camerun, l’alga Salvinia minaccia il lago Ossa

di Stefania Ragusa
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Il lago Ossa, nel sudovest del Camerun, è in pericolo, e con esso la sua popolazione di lamantini, grandi mammiferi affettuosamente soprannominati “orsacchiotti acquatici”. Ma non solo, è tutto un sistema di sopravvivenza economico, basato sull’attività di pesca nel lago, principale fonte di reddito per molti abitanti della zona.

Il pericolo si chiama Salvinia Molesta ed è una felce marina, originaria dal Brasile, apparsa in Camerun nel 2016, probabilmente portata dal vento o dagli uccelli migratori. La rapida riproduzione di questa pianta ha fatto sì che circa un quarto del Lago Ossa ne è ora ricoperto e ha visto cambiare drasticamente il proprio ecosistema.

La pesca, molto praticata, è diminuita in maniera significativa perché i pescatori non riescono più a usare le reti. Quanto ai lamantini, hanno difficoltà salire in superficie per respirare.

Per contrastare la situazione, la comunità locale, assieme a organizzazioni, si sta mobilitando. L’Ong African Marine Mammal Conservation Organization (Ammco) pensa di avere una possibile soluzione naturale, grazie a un coleottero, nemico naturale che si nutre della pianta, che raddoppia in superficie ogni dieci giorni. Un’altra organizzazione, l’African coastal management consultino, assieme alla Bottle Furnitura, organizza dal canto suo corsi di formazione sul compostaggio della Salvinia. Stessa linea per l’associazione Fgc, impegnata per lo sviluppo sostenibile attraverso la gestione sostenibile dei rifiuti, la valorizzazione delle energie verdi e rinnovabili e la conservazione delle comunità all’interno del nostro paese. Abitanti e contadini vengono formati si tecniche di raccolta della felce e di sua trasformazione in compost individuale, che potrà essere poi trasformato in biofertilizzante, carbone ecologico, oppure di ciottoli per le costruzioni o la pavimentazione.

L’Ammco, specializzata nella protezione dei mammiferi acquatici, pensa invece soprattutto alla sopravvivenza dei lamantini. Il Lago Ossa è in realtà un complesso lacustre composto da tre laghi: Mwembe, Il “Grand lac” e Mevia, ed è proprio in quest’ultimo che è maggiormente popolato dai lamantini. Dal 2019, la salvinia si è diffusa in modo più aggressivo in questo punto, provocando una migrazione forzata dei mammiferi verso altre aree non invase. Ad esempio, l’area di Mwembe, meno colonizzata, è diventata di recente un luogo di presenza di questi animali.

Secondo la Lista Rossa Iucn 2019, queste specie vulnerabili sono minacciate dalla caccia, dalle catture accessorie e dal degrado dell’habitat. La caccia illegale è in realtà la principale causa di morte per i lamantini africani. I parenti più stretti del lamantino sono l’elefante e l’hyrax, un piccolo mammifero della famiglia degli iraci originario del Sud Africa). Si ritiene che i lamantini si siano evoluti da un animale trampoliere che mangiava le piante. Il lamantino è imparentato con il dugongo e la mucca di mare di Steller, estinta nel 1768.

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