• Homepage
  • ARGOMENTI
    • NEWS
    • IN EVIDENZA
    • FOCUS
    • LO SCATTO
    • SOCIETÀ
    • ARCHIVIO ARTICOLI
    • AFRICA TV – VIDEO
    • NATURA
    • CONTINENTE VERO
    • IN VETRINA
  • EVENTI
    • Dialoghi sull’Africa 2026
    • Bella Ciao (registrazione)
    • Dialoghi (edizioni passate)
      • 2025
      • 2024
      • 2023
      • 2022
      • 2021
      • 2019
      • 2018
      • 2017
      • 2016
      • 2015
      • 2014
      • 2013
      • 2012
      • 2011
    • 100 Afriche – archivio
      • 2026
      • 2025
      • 2024
      • 2023
  • CORSI ONLINE
    • Arabo
    • Swahili
    • Wolof
  • MOSTRE
  • LA RIVISTA
    • CHI SIAMO
    • Per abbonarsi
    • Acquista copia singola
    • NUOVO NUMERO (4/2026)
    • PENULTIMO NUMERO (3/2026)
    • Dove trovare Africa
    • Promo docenti, studenti, scuole e biblioteche
    • Iscriviti alla newsletter
    • Coopera – inserto Ong
    • CONTATTI
  • Abbonamenti
  • VIAGGI DI AFRICA
    • PROSSIME PARTENZE
    • ALGERIA
    • BENIN
    • BENIN E TOGO
    • COSTA D’AVORIO
    • ETIOPIA (DANCALIA)
    • MADAGASCAR
    • MALAWI
    • MAURITANIA
    • REUNION
    • SAO TOME
    • SENEGAL
    • SUDAFRICA
    • UGANDA (GORILLA)
    • UGANDA (KARAMOJA)
  • shop
  • PROMO “Vini del Sudafrica”
  • Dialoghi sull’Africa 2026

Edizione del 04/07/2026

© Rivista Africa
Editore: Internationalia srl
P.IVA 11980111006

logo internationalia srl

Rivista Africa
La rivista del continente vero
Autore

claudia

claudia

    QUADERNI AFRICANI

    Crimini di guerra: dall’Ucraina all’Etiopia le donne sono le prime vittime

    di claudia 24 Settembre 2022
    Scritto da claudia

    di Ornella Ordituro – Centro studi AMIStaDeS

    L’allarmante aumento di crimini sessuali e tratta di esseri umani nel contesto bellico ucraino – soprattutto a sfavore di donne, adolescenti e bambine –, di fatto, costituisce una grave violazione dei diritti umani, nonché del diritto internazionale umanitario. Se il mondo è molto sensibile al conflitto tra Russia e Ucraina, quella in Etiopia sembra una guerra dimenticata. Le organizzazioni umanitarie rimaste sul territorio denunciano una scarsa attenzione dei governi internazionali nelle regioni del Tigray, Amhara e Afar; dove le vittime non possono neanche raccontare delle violenze subite, perché isolate e minacciate.

    I crimini sessuali nei conflitti armati

    Lo stupro è da sempre considerato un’arma potentissima per perpetrare crimini su larga scala durante un conflitto, un mezzo di sopraffazione della parte più forte su quella debole. Si tratta di un atto che non si limita a offendere la sfera intima di un individuo, esso rappresenta un’aggressione psico-fisica in grado di soggiogare e annichilire l’intero gruppo etnico, religioso, sociale, familiare a cui appartiene la vittima. La questione dei crimini sessuali commessi nei contesti bellici – di cui si ha copiosa testimonianza durante la Seconda Guerra mondiale – è tornata all’attenzione dell’opinione pubblica e da questa duramente condannata soprattutto nel corso dei conflitti nell’ex-Jugoslavia e Ruanda. Difatti, la comunità internazionale contemporanea include espressamente la fattispecie di stupro nelle categorie dei crimini contro l’umanità, la cui configurazione può accumunarsi ad altre tipologie di reati come il genocidio e la tortura. Tuttavia, pur considerando le evoluzioni analizzate, le violenze sessuali come arma nei conflitti bellici – soprattutto ai danni delle donne – restano un abuso ancora largamente praticato.

    La situazione in Ucraina sotto i riflettori della comunità internazionale

    Al momento in cui si scrive, cresce l’allarme per le sempre più frequenti segnalazioni di violenza sessuale e tratta di esseri umani in Ucraina commesse specialmente contro donne, adolescenti e bambine nel contesto di massicci sfollamenti e dell’invasione russa in corso. Secondo l’UNHCR, dall’inizio della guerra (24 febbraio 2022), oltre 5 milioni di rifugiati ucraini hanno chiesto protezione internazionale in Europa – di cui il 90% sono donne e minori; oltre 7.1 milioni sono sfollati internamente. L’Unione europea, le Nazioni Unite, diverse organizzazioni per i diritti umani, il Segretario Generale della Nato e il Procuratore Generale dell’Ucraina hanno tutti di recente chiesto di indagare su possibili crimini di guerra in Ucraina, compreso lo stupro, o offerto il loro aiuto in indagini di questo tipo. Le violenze sessuali sono state utilizzate come metodo di tortura e di maltrattamento anche nel contesto di detenzione in Ucraina orientale, così come nella Repubblica autonoma di Crimea ma denunciare stupri e aggressioni in una zona dove la guerra è ancora in corso è ovviamente più difficile. I sistemi giudiziari hanno smesso di funzionare, circolano tante armi e fornire prove può essere impossibile in contesti caratterizzati da un tale livello di insicurezza e ciò rende molto più difficile sia raccogliere prove sia avviare i processi.

    milizia Tplf

    Il caso del conflitto etiope

    Se l’attenzione del mondo è molto concentrata sulla guerra in Ucraina, nel caso dell’Etiopia le organizzazioni umanitarie denunciano la scarsa presenza dei governi internazionali rispetto al controllo di alcune zone in cui vi sono le milizie di ribelli (ad esempio, in Tigray e Adigrat), specialmente la mancanza di tutela delle vittime, ma anche una troppo debole presenza del governo centrale. L’ultima parte della guerra civile in Etiopia registra violazioni massicce e sistematiche dei diritti umani dal novembre del 2020, quando le truppe ribelli di Addis Abeba, con l’appoggio delle forze eritree e delle milizie Ahmara, hanno attaccato la regione del Tigray. In quel contesto, i ribelli hanno indetto delle elezioni non autorizzate, che avevano visto vincere proprio il Tigray People’s Liberation Front (TPLF, la formazione politica e militare rappresentante della comunità tigrina dell’Etiopia).

    Il premier etiope Abiy Ahmed, in risposta alle votazioni illegittime, ha avviato una difesa per liberare la regione. Dopo un successo iniziale delle forze governative, i ribelli tigrini sono passati alla controffensiva, riconquistando la città di Macallé ed estendendo il conflitto tanto da essere riusciti a prendere il controllo di altri due centri nevralgici, Dessie e Kombolchoa fino anche a poche centinaia di chilometri dalla capitale Addis Abeba. Per due volte, nel marzo e luglio 2022, i ribelli del Tigray hanno annunciato di rispettare il “cessate-il-fuoco”. Non si è trattata, purtroppo, di un’azione immediata. Non si fermano, infatti, le atroci violazioni dei diritti umani delle donne nel conflitto armato nelle regioni etiopi del Tigray, Amhara e Afar: cresce il numero di vittime di violenze sessuali da parte di soldati etiopi ed eritrei.
    Gli ultimi attacchi devastanti, con bombe e missili, negli scorsi giorni, arrivano dal cielo. Ma la battaglia è anche per le strade, nelle case e nei rifugi dove sono rimaste le donne con i loro bambini e le giovani che subiscono la guerra. In questo terribile scenario, migliaia di civili sono stati uccisi, centinaia di migliaia di persone sfollate su tutto il territorio e in migliaia si sono rifugiati in Sudan.

    guerra in Tigray Etiopia

    La prospettiva delle vittime

    Questi crimini di fatto costituiscono una grave violazione dei diritti umani, nonché del diritto internazionale umanitario. Le vittime di violenze sessuali sono usate come parte di una deliberata strategia per terrorizzare, degradare e umiliare una categoria in base al genere ma anche perché appartenenti a un gruppo etnico minoritario. Si riscontra l’assenza dello Stato per il supporto, l’assistenza e il risarcimento delle vittime, rappresentando una pagina brutale della storia del paese. Le vittime sopravvissute raccontano alle organizzazioni umanitarie rimaste sul territorio gravi danni psicologici e fisici; continue emorragie; dolori rettali; immobilità; fistole; insonnia; attacchi di panico; gravidanze indesiderate; malattie veneree e altre crisi dovute ai disturbi post- traumatici. Pur considerando che tali violenze siano comparabili ai trattamenti inumani e degradanti, le vittime di violenze non sono tutelate con programmi specializzati di riabilitazione fisica e psicologica e certamente non riceveranno aiuti di tipo economico per essere sostenute durante il periodo di convalescenza. Le conseguenze economiche per le vittime sono spesso devastanti, poiché sono spesso colpevolizzate, abbandonate dalle famiglie, escluse dalla società e impossibilitate a lavorare per i problemi fisici e psicologici.

    Se per le giovani donne è difficile affrontare il trauma, lo è ancor di più per le bambine e i bambini vittime di violenze. Per le famiglie non è semplice comprendere se e quando i minori siano stati violentati, sia perché le giovani vittime non riescono a raccontare l’accaduto sia perché sono spesso minacciate di dover restare in silenzio. Solo, in alcuni casi, il cambiamento di atteggiamento da parte delle bambine è un campanello di allarme per le famiglie più attente e comprensive. In casi più estremi, le famiglie tentano una soluzione “in amicizia” con gli aguzzini, sminuendo il problema e offrendo in sposa la ragazza ormai offesa e non più vergine allo stesso carnefice. Le bambine e le giovani donne etiopi saranno per sempre legate a chi le ha violate. Il mondo guarda l’Ucraina mentre l’Etiopia piange.

    Riferimenti:
    https://www.africarivista.it/letiopia-rischia-di-implodere/206960/
    https://totalaction.org.ua/public/upload/book/1522852942_gon_eng_web.pdf
    https://www.internazionale.it/reportage/marie-alix-detrie/2019/02/05/ucraina-violenze-sessuali
    https://www.amistades.info/_files/ugd/1e8357_dda721853055422aafe073e33ce156dc.pdf
    https://www.aljazeera.com/program/inside-story/2022/9/13/is-peace-on-the-horizon-for-ethiopias-tigray-region
    https://www.unwomen.org/en/news-stories/in-focus/2022/03/in-focus-war-in-ukraine-is-a-crisis-for-women-and-girls
    https://displacement.iom.int/reports/ukraine-response-displacement-surveys-ukrainian-refugees-and-tcns-crossing-ukraine-16-april
    https://data.unhcr.org/en/situations/ukraine
    https://www.europarl.europa.eu/news/it/press-room/20220425IPR27806/war-in-ukraine-protecting-women-refugees-from-violence-and-sexual-exploitation

    Condividi
    24 Settembre 2022 0 commentI
    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NEWS

    Costa d’Avorio, Croce rossa lancia un progetto per ridurre la povertà delle donne

    di claudia 24 Settembre 2022
    24 Settembre 2022

    La Croce Rossa della Costa d’Avorio ha lanciato, al centro giovanile di Bouna, il progetto di educazione e salute denominato ”seconda opportunità”, al fine di contribuire a ridurre il tasso …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • FOCUS

    Tunisia, la Corte africana condanna decreti del presidente Saied

    di claudia 24 Settembre 2022
    24 Settembre 2022

    di Céline Camoin La Corte africana per i diritti umani e dei popoli ha condannato lo Stato tunisino ordinando di abrogare i decreti presidenziali 117 del 22 settembre 2021, i …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • CulturaNEWS

    Ghana, al via la collaborazione con la Cina per l’insegnamento del cinese nel Paese

    di claudia 24 Settembre 2022
    24 Settembre 2022

    La cinese Zhejiang University of Technology (Zjut) e l’Università del Ghana si sono impegnate ieri a rafforzare la loro cooperazione nell’insegnamento della lingua cinese nel Paese dell’Africa occidentale. L’impegno è …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NEWS

    Togo, ambizioni per la filiera caffè-cacao

    di claudia 24 Settembre 2022
    24 Settembre 2022

    La campagna di commercializzazione del caffè e del cacao 2022-2023 è iniziata giovedì in Togo. È stata lanciata ufficialmente a Kpalimé (120 km dalla capitale, Lomé) da Kodjo Adedze, ministro …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NEWS

    Sudan, delegazione Ue rinnova il sostegno al processo di transizione

    di claudia 23 Settembre 2022
    23 Settembre 2022

    Una delegazione della commissione per gli Affari esteri del Parlamento europeo ha tenuto diversi incontri a Khartoum con le autorità sudanesi e i gruppi della società civile. La delegazione, riporta …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NEWS

    Uganda, confermati sette casi di Ebola

    di claudia 23 Settembre 2022
    23 Settembre 2022

    L’Uganda dopo aver rilevato un caso di morte da Ebola pochi giorni fa, ha confermato ieri sera sette casi di contagio (compreso il decesso). “Ad oggi, abbiamo sette casi confermati, …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NEWS

    Guinea Equatoriale: elezioni presidenziali, l’inizio della repressione

    di claudia 23 Settembre 2022
    23 Settembre 2022

    Il 20 novembre si terrà un vero e proprio election day in Guinea Equatoriale, dove i cittadini voteranno per eleggere il nuovo Parlamento, gli enti locali e il Presidente. Le …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NEWS

    Mauritania: arrestati cinque attivisti, clima politico peggiorato

    di claudia 23 Settembre 2022
    23 Settembre 2022

    Cinque attivisti del movimento Ira-Rag sono stati convocati dalle forze di sicurezza mauritane e sono stati trattenuti. Lo denuncia in un comunicato, ricevuto da InfoAfrica, lo stesso movimento politico e …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • ArteNEWS

    Costa d’Avorio, a Pisa una mostra dell’ivoriano Brice Esso

    di claudia 23 Settembre 2022
    23 Settembre 2022

    E’visitabile fino al 17 ottobre a Pisa, nella cornice della chiesa di Santa Maria della Spina (Lungarno Gambacorti), la mostra “Le enfants de l’homme” (I figli dell’uomo), dell’artista ivoriano Brice …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NEWS

    Sudan, nel Paese ci sono più di un milione di profughi

    di claudia 23 Settembre 2022
    23 Settembre 2022

    Il Sudan ospita una delle più grandi popolazioni di rifugiati in Africa, con 1,14 milioni persone. Dati che provengono dal rapporto di metà anno pubblicato dal Refugee Consultation Forum sul …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • FOCUS

    L’Egitto vuole diventare un centro regionale per l’energia rinnovabile

    di claudia 23 Settembre 2022
    23 Settembre 2022

    di Simona Salvi L’Egitto punta a diventare un hub energetico regionale, fornendo gas naturale ed energia elettrica ai Paesi vicini e potenziando gli investimenti nella produzione di idrogeno verde. Lo …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NEWS

    Il primo robot inventato dagli antichi egizi

    di claudia 23 Settembre 2022
    23 Settembre 2022

    Secondo un recente studio, più di 4.000 anni fa gli antichi egizi avevano creato delle statue che imitavano gli esseri umani nello svolgimento del loro lavoro utilizzando sistemi operativi meccanici. …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • LO SCATTO

    Simpatizzanti di Sankara

    di claudia 22 Settembre 2022
    22 Settembre 2022

    Simpatizzanti di Sankara davanti alla statua del presidente – Foto di Olympia de Maismont «Osare inventare l’avvenire»: i suoi appassionati discorsi invitavano i concittadini e gli africani tutti a rompere …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NEWS

    Marocco, Akhannouch contro l’Algeria sulla crisi del Sahara Occidentale

    di claudia 22 Settembre 2022
    22 Settembre 2022

    Il capo del governo marocchino Aziz Akhannouch ha colto l’occasione del suo intervento all’Assemblea generale dell’Onu per parlare della crisi del Sahara Occidentale e accusare l’Algeria di essere responsabile dello …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • 1
  • …
  • 613
  • 614
  • 615
  • 616
  • 617
  • …
  • 843

Africa Rivista

Via Fabio Massimo, 19 – 20139 Milano
Tel. 02.80898696
Cell. 375.5353235
Fax 06.92933897
Email: info@africarivista.it
Abbonamenti: segreteria@africarivista.it

Per abbonarsi alla rivista

Online


Bonifico Bancario
IBAN:  IT 65 H030 3203 2100 1000 0291 446
Intestato a Internationalia s.r.l.
SWIFT/BIC: BACRIT21302


Conto Corrente Postale
CCP n° 1049863846 – Intestato a Internationalia srl, Via Conca d’Oro, 206 – 00141 Roma 

Argomenti

ISCRIVITI ORA

ULTIMI ARTICOLI

  • Dal villaggio allo Stato: i dinosauri politici africani imitano i capi tradizionali?

    4 Luglio 2026
  • Dalla Costa d’Avorio un esempio mondiale di sviluppo rurale

    4 Luglio 2026
  • “Shifting Sands”: il Sahara non è un deserto, è una civiltà

    4 Luglio 2026
  • In Kenya la battaglia per fermare i lodge di lusso nel Maasai Mara

    4 Luglio 2026
  • Il capitano e i giornalisti

    3 Luglio 2026
  • CHI SIAMO
  • PER ABBONARSI
  • VIAGGI DI AFRICA
  • CONTATTI
  • PUBBLICITA’ SU AFRICA
  • PRIVACY
  • INFORMATIVA

Edizione del 04/07/2026

© Rivista Africa
Editore: Internationalia srl
P.IVA 11980111006

logo internationalia srl