All’asta le auto sequestrate a Teodorín Obiang, vicepresidente della Guinea Equatoriale

di Raffaele Masto

Sette Ferrari, tre Lamborghini, cinque Bentley, una Maserati e una McLaren: sono alcune delle 25 auto di lusso all’asta in un golf club vicino a Ginevra, in Svizzera. Facevano parte della collezione privata di Teodorín Obiang, figlio del presidente della Guinea Equatoriale, e gli sono state confiscate con l’accusa di riciclaggio. Il valore complessivo dei bolidi supera i 17 milioni di euro. «È una vendita eccezionale, una collezione privata di supercar, con chilometraggio estremamente limitato, a volte praticamente in prima consegna», spiegano gli organizzatori dell’asta. I lotti più costosi sono due hypercar svelate al Motor Show di Ginevra nel 2013: una Lamborghini Veneno Roadster bianca, valutata tra 4,8 e 5,7 milioni di euro, e una Ferrari gialla (ibrida), stimata tra 2,4 e 2,6 milioni di euro.

Che siano rosse, bianche o gialle, tutte queste macchine hanno in comune l’appartenenza a Teodorín Obiang, vicepresidente della Guinea Equatoriale, Paese nel quale il presidente è suo padre e dove gran parte della popolazione vive ancora in condizioni di estrema povertà e dove il grado di corruzione è tra i più alti al mondo.

Tra i lotti offerti, una Aston Martin One-77 rosso 2011, valutata tra 1,3 e 1,7 milioni di euro, con l’incisione sullo sportello: «Costruita a mano in Inghilterra per Theodore N’Guema Obiang Mango». Le auto sono state confiscate dai tribunali di Ginevra dopo l’apertura nel 2016 di un procedimento penale contro Teodorín Obiang e altre due persone, per «riciclaggio di denaro e gestione illecita di interessi pubblici». Il procedimento è stato archiviato a febbraio, i tribunali di Ginevra e le autorità della Guinea Equatoriale hanno concordato che le auto sarebbero state vendute e che i proventi della vendita fossero assegnati a un programma sociale in Guinea Equatoriale. Il Paese ha inoltre accettato di pagare 1,4 milioni di euro a Ginevra per coprire le spese di procedura.

La Guinea Equatoriale è guidata da 40 anni dal presidente Teodoro Obiang Nguema, 77 anni. Secondo gli osservatori politici, Teodorín, noto per la sua stravaganza e lo stile di vita sontuoso, è destinato a succedere al padre. Già nel 2017 era stato condannato a tre anni di carcere (pena sospesa) e 30 milioni di euro di multa per aver accumulato in modo fraudolento un patrimonio considerevole tra la residenza parigina, auto da corsa e di lusso, abiti firmati a decine e jet privati.

Teodorín, che ha procedimenti aperti per corruzione in Francia e in Brasile, è poi proprietario di un’altra collezione molto costosa, quella costituita da oggetti posseduti o usati da Michael Jackson, del quale il vicepresidente guineano è un grande fan.

La Guinea Equatoriale ha poco meno di un milione e trecentomila abitanti e possiede ingenti riserve petrolifere. Se i proventi ricavati dalla vendita del greggio fossero divisi tra la popolazione, questa all’improvviso diventerebbe una delle più appagate del mondo. In sostanza, se ci fosse una reale distribuzione della ricchezza, la Guinea Equatoriale “diventerebbe”… il Qatar. Invece resta la Guinea Equatoriale, uno dei Paesi più poveri del mondo.

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