Sudafrica e Ruanda saranno esclusi, a partire dal 1° gennaio 2027, dai benefici commerciali previsti dall’African Growth and Opportunity Act (Agoa), la legge degli Stati Uniti che garantisce l’accesso senza dazi al mercato americano per migliaia di prodotti provenienti dai Paesi africani ammissibili. Lo ha annunciato ieri il rappresentante per il Commercio degli Stati Uniti, Jamieson Greer, che ha comunicato la decisione al Congresso.
Secondo Greer, il presidente Donald Trump ha stabilito che i governi di Sudafrica e Ruanda adottano pratiche incompatibili con i criteri di ammissibilità al programma. La sospensione è motivata dalla presenza di «ostacoli che compromettono il commercio e gli investimenti americani». Queste pratiche rappresenterebbero anche una minaccia per la sicurezza nazionale e gli interessi di politica estera degli Stati Uniti nella regione.
Il ministro del Commercio sudafricano, Parks Tau, ha detto che la decisione statunitense non dovrebbe compromettere le relazioni complessive tra i due Paesi, ribadendo la disponibilità del Sudafrica a collaborare con Washington per rafforzare gli scambi, gli investimenti e le opportunità economiche. Pretoria ha inoltre sostenuto di aver compiuto ampi sforzi per rispondere alle preoccupazioni americane durante i negoziati, offrendo concessioni aggiuntive rispetto a quelle concordate nel 2015.
Il Sudafrica è stato finora il principale beneficiario dell’Agoa. Nel 2025 ha esportato negli Stati Uniti, attraverso il programma, merci per un valore di 1,7 miliardi di dollari, soprattutto componenti automobilistici, agrumi e vino. Le principali esportazioni del Rwanda verso il mercato statunitense comprendono invece caffè e minerali.
Introdotto nel 2000, l’Agoa costituisce uno dei principali strumenti delle relazioni economiche tra Washington e l’Africa subsahariana. Il programma consente ai Paesi che rispettano determinati requisiti politici ed economici di esportare migliaia di prodotti negli Stati Uniti senza pagare dazi doganali. L’obiettivo è quello di favorire gli scambi commerciali e sostenere lo sviluppo delle economie africane.



