Di fronte all’evoluzione preoccupante dell’epidemia di dengue in Ciad, il primo ministro, Allah Maye Halina, ha deciso che le cure per questa malattia devono essere gratuite.
Durante la riunione presidenuta ieri dal primier Halina, sono stati presi altri provvedimenti. Saranno allestite tende attrezzate per scopi medici e aggiunti di posti letto nei Centri Ospedalieri Universitari; sarà avviata una settimana dedicata alla bonifica dei quartieri, all’eliminazione dei ristagni d’acqua e alla distruzione dei focolai di larve; gli aerei e i mezzi di trasporto pubblico, sia urbani che interurbani, subiranno disinfestazioni per frenare la diffusione del vettore; mentre i media, la società civile e le comunità locali saranno coinvolte per intensificare le attività di prevenzione e sensibilizzazione.
Al momento, la malattia sta esercitando una forte pressione sulle strutture ospedaliere, che si trovano a dover gestire un afflusso di pazienti superiore alla loro consueta capacità ricettiva.
Nel Paese, che ha ufficialmente dichiarato l’epidemia di dengue il 3 ottobre, sono stati registrati 4.600 casi sospetti – di cui 353 confermati – e 14 decessi. Sono interessate sei province, in particolare N’Djamena e Wadi Fira, che concentrano la maggior parte dei casi sospetti rilevati. Altri casi di dengue, in queste settimane, sono stati registrati anche in Senegal, Burkina Faso e Repubblica Centrafricana.



