Il Sudafrica frammentato verso le amministrative: governare le grandi città richiede un’intesa tra storici rivali

di Tommaso Meo
elezioni

Le elezioni amministrative del 4 novembre in Sudafrica si preannunciano come una competizione frammentata tra numerosi partiti, con l’African national congress (Anc) che appare destinato, secondo i sondaggi, a perdere consensi. Si prospettano quindi difficili negoziati per formare maggioranze nelle principali città del Paese. Il voto potrebbe ridisegnare gli equilibri politici locali, soprattutto a Johannesburg, Tshwane ed Ekurhuleni. In questi centri la stabilità delle amministrazioni sarà determinante per migliorare i servizi pubblici, ricostruire le infrastrutture e attrarre investimenti.

Secondo Louw Nel, analista politico di Oxford Economics Africa citato da Reuters, il sostegno all’Anc potrebbe scendere al 31-34%: circa la metà rispetto al 60% superato nelle elezioni amministrative del 2011. Il partito dovrebbe comunque mantenere il primato nazionale, pur senza riuscire necessariamente a conquistare maggioranze assolute nei principali centri urbani.

La perdita di consensi dell’Anc non si tradurrebbe tuttavia in un corrispondente rafforzamento dell’Alleanza democratica (Da), principale formazione di opposizione. Secondo Nel, gli elettori si stanno distribuendo tra numerose forze politiche. Tra queste ci sono i Combattenti per la libertà economica (Eff), di orientamento di sinistra, e uMkhonto weSizwe (Mk), guidato dall’ex presidente Jacob Zuma. Alle elezioni partecipano centinaia di partiti, rendendo più complessa la formazione di maggioranze stabili.

La crescente frammentazione riflette anche il malcontento della popolazione per la disoccupazione, la povertà e il deterioramento dei servizi pubblici. A Soweto, quartiere di Johannesburg, Mpho Moroka, disoccupata di 38 anni che aveva votato per l’Anc nel 2008, ha dichiarato alla Reuters di aver deciso di sostenere la Da dopo anni senza miglioramenti nelle condizioni di vita. A Città del Capo, Abdul Tonta, una ventottenne al suo primo voto, ha detto che questa volta parteciperà sperando vengano creati nuovi posti di lavoro.

L’eventuale ricorso a coalizioni tra più partiti solleva interrogativi sulla capacità delle future amministrazioni di garantire continuità politica e gestionale. Johannesburg rappresenta uno dei casi più significativi: dal 2021 la città ha avuto sette sindaci. I due precedenti all’attuale appartenevano a una formazione che disponeva di soli tre seggi sui 270 del consiglio comunale.

Secondo Yunus Chamda, coordinatore dell’organizzazione della società civile Joburg Crisis Alliance, costituita nel 2023 per affrontare l’instabilità politica cittadina, i frequenti cambiamenti delle alleanze hanno contribuito al peggioramento dei servizi e delle condizioni finanziarie del Comune. Il sistema delle coalizioni, ha detto all’agenzia di stampa britannica, attribuisce un peso sproporzionato ai partiti minori. Consente inoltre alle forze politiche di sottrarsi alle proprie responsabilità, attribuendo le difficoltà amministrative ai partner di governo.

Una possibile soluzione, secondo gli analisti, sarebbe la formazione di coalizioni locali tra Anc e Da, sul modello della collaborazione avviata a livello nazionale dopo le elezioni generali del 2024. A questo proposito, il presidente regionale dell’Anc a Johannesburg, Loyiso Masuku, ha sottolineato durante la campagna elettorale che le coalizioni rendono più difficile attuare integralmente il programma del partito. Anche Helen Zille, candidata della Da alla carica di sindaca di Johannesburg, ha espresso riserve, osservando che gli alleati spesso non rispettano gli accordi sottoscritti.

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