Mauritania, dove il deserto custodisce la storia

di Tommaso Meo

Ci sono luoghi che si raggiungono attraversando non solo il deserto, ma anche il tempo. Oltre alle celebri città carovaniere di Chinguetti e Ouadane, la Mauritania custodisce due gioielli sconosciuti ai più: Oualâta e Tichitt, antichi terminali delle piste transahariane e ultime soste delle carovane dirette verso Timbuctu. Arrivarci significa spingersi ai confini del Sahara abitato, in un paesaggio di oasi, altopiani e dune dove il silenzio del deserto conserva ancora l’eco dei grandi traffici carovanieri.

Oualâta è un gioiello, un’oasi le cui abitazioni in argilla donano al villaggio un aspetto unico, con il colore rosso dei mattoni di fango con cui sono costruite e le tipiche decorazioni con dipinti murali. Tichitt, un tempo abitata da 6.000 persone e oggi poco più che un villaggio fantasma, impressionerà con la sua moschea e le vecchie case costruite con la pietra locale, con le facciate decorate e porte massicce ed elaborate che mettono in mostra pesanti chiavistelli in legno.

Molte altre sorprese attendono i viaggiatori durante il percorso ideato da Kanaga Africa Tours verso questi remoti avamposti della Mauritania: gli incontri con gli allevatori peul e i nomadi mauri, il “passo dell’elefante” in pieno deserto, le maestose dune che circondano Tidjikja, la rupe e la città vecchia di Rachid, le piscine naturali di Matmata che custodiscono una colonia di coccodrilli del Nilo.

La spedizione fino a Oualâta parte il 28 novembre: imperdibile. kanaga-at.com

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