Il reporter sudafricano Micah Reddy, di cui si erano perse le tracce la scorsa settimana, è stato rilasciato ed espulso da Gibuti

di Tommaso Meo
Micah Reddy

Il giornalista d’inchiesta sudafricano Micah Reddy, coordinatore per l’Africa del Consorzio internazionale dei giornalisti investigativi (Icij), è stato liberato ed espulso da Gibuti dopo essere stato fermato la scorsa settimana dalle autorità locali. A dare la notizia ieri è stato il Committee to Protect Journalists (Cpj) Africa attraverso una nota diffusa sul proprio profilo X, citando quanto riferito dal fratello del reporter, Niall Reddy, e confermando la decisione di farlo rientrare a Johannesburg.

Il Cpj ha precisato che il giornalista sta facendo rientro in Sudafrica, mentre il suo fixer locale, Kooki Mahmoud, è stato rilasciato dalle autorità senza accuse a suo carico.

Secondo la ricostruzione diffusa dall’agenzia di stampa Reuters e dalle organizzazioni di tutela della stampa, Reddy era giunto nel Paese del Corno d’Africa giovedì scorso. I contatti regolari con i familiari e i colleghi si erano interrotti bruscamente nella giornata di sabato.

In un documento condiviso da Cpj Africa e attribuito al ministro dell’Interno di Gibuti, Omar Abdi, emergerebbe che il cronista avrebbe deliberatamente evitato di richiedere l’accreditamento stampa necessario per operare nel Paese. Già sabato un alto funzionario della presidenza aveva dichiarato che Reddy non era registrato come giornalista.

La famiglia del reporter, in un comunicato a seguito della liberazione, ha sostenuto invece che al momento della detenzione Reddy non si trovava a Gibuti per realizzare inchieste o reportage sul Paese.

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