La Svizzera blocca l’oro sudanese

di claudia

La Svizzera ha vietato l’acquisto, l’importazione e il transito di oro proveniente dal Sudan, allineandosi alle sanzioni introdotte a metà luglio dall’Unione europea per bloccare una delle principali fonti finanziarie del conflitto nel Paese africano.

La misura adottata dal governo elvetico proibisce inoltre la fornitura di servizi e la concessione di risorse finanziarie collegate al metallo prezioso sudanese, oltre a vietare la vendita e la spedizione in Sudan di determinate sostanze chimiche impiegate nell’estrazione e nella raffinazione aurifera. L’esecutivo di Berna ha espresso profonda preoccupazione per la drammatica crisi umanitaria nel Paese, sottolineando come le attività legate al commercio minerario costituiscano una risorsa fondamentale che alimenta il proseguimento delle ostilità.

Le nuove restrizioni sono state inserite nell’Ordinanza che istituisce provvedimenti contro il Sudan, testo attraverso il quale le autorità di Berna recepiscono dal 2005 le sanzioni stabilite dall’Onu (Organizzazione delle Nazioni Unite) e dal 2023 le misure supplementari decise in sede europea. Il provvedimento include già un embargo sulle armi e restrizioni finanziarie e sui viaggi nei confronti di 36 individui, organizzazioni e società.

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