Il movimento sudanese delle Emergency Response Rooms (Err) ha vinto ieri il Premio per l’umanità, la pace e la fratellanza tra i popoli, riconoscimento speciale assegnato nell’ambito dei premi Balzan 2026 a istituzioni o singole persone che si sono distinte in opere umanitarie eccezionali.
Il premio, del valore di 800.000 euro, è stato attribuito per il ruolo svolto dai volontari nel garantire assistenza sul campo e speranza alle comunità colpite dalla guerra civile in Sudan, colmando il vuoto lasciato dal collasso delle istituzioni statali e dalle difficoltà di accesso degli aiuti internazionali. Il movimento sudanese impiegherà i fondi per potenziare le attività legate alla tutela della salute mentale, definite di vitale importanza in un contesto segnato da violenza, sfollamenti e grave emergenza umanitaria.
Le Emergency Response Rooms sudanesi erano già state nominate nel 2024 ai premi Nobel per la pace assegnati dal segnato dal Comitato norvegese per il Nobel.
I premi Balzan sostengono dal 1961, l’avanzamento della conoscenza senza confini e l’interdisciplinarità. Ogni anno vengono scelti quattro campi di ricerca diversi, due nelle materie umanistiche e due in quelle scientifiche, per privilegiare filoni nuovi o emergenti. I riconoscimenti annuali del 2026, hanno un valore di 800.000 euro ciascuno, la cui metà deve essere destinata a progetti di ricerca condotti da giovani studiosi.
Quest’anno sono stati premiati quattro studiosi e gruppi di ricerca: l’italiana Elena Esposito per il contributo alla scienza sociale della tecnologia digitale, i ricercatori Rasmus Nielsen e Ziheng Yang per l’evoluzione molecolare, David Nirenberg per gli studi ebraici e la coppia formata da Geoffrey W. Coates e Marc A. Hillmyer per lo sviluppo di polimeri biodegradabili. I premi saranno consegnati ufficialmente a Roma il 19 novembre alla presenza del presidente della Repubblica.



