È atterrato ieri a Roma, all’aeroporto di Fiumicino, il cittadino equatoguineano e italiano Fulgencio Obiang Esono, dal 2018 in carcere a Malabo, in Guinea Equatoriale, dove era stato accusato e condannato per un tentativo di colpo di Stato a 58 anni di prigione. L’uomo è stato graziato dal presidente Teodoro Obiang Nguema Mbasogo.
Con il suo rientro, la famiglia Esono e i loro affetti tirano un sospiro di sollievo dopo un calvario durato otto anni: «Il suo rientro è una grande vittoria, il lavoro diplomatico è stato molto intenso ed è stata dura. È bello che ora sia a casa da uomo libero, non era per niente scontato che tornasse libero e in Italia. Siamo tutti felici, questo momento è la summa del lavoro lungo e faticoso che abbiamo fatto in questi anni» ha detto l’avvocata di Esono, Francesca Carnicelli, ad Africa Rivista
Esono era detenuto nel carcere di Oveng Azem, struttura di massima sicurezza situata a Mongomo, nella parte continentale del Paese, tristemente nota a livello internazionale per le sue condizioni brutali di detenzione e perché viene utilizzata dal governo del Paese per isolare e detenere in regime di incommunicado prigionieri politici, attivisti e difensori dei diritti umani. Nel 2023, proprio in quel carcere morì Julio Obama Mefuman, oppositore politico con cittadinanza anche spagnola ucciso dalle torture, come denunciato da diverse inchieste internazionali.
Nel carcere sarebbero detenuti, da anni, anche gli oppositori Joaquín Elo Ayeto e Anacleto Micha Ndong Nlang, ma la sorte di entrambi è oggetto di speculazioni perchè da tempo non si hanno loro notizie.



