In Kenya, l’improvvisa interruzione dei finanziamenti statunitensi gestiti dall’agenzia per lo sviluppo Usaid ha aperto una voragine di 218 milioni di euro (31 miliardi di scellini keniani) nei programmi nazionali di contrasto all’Hiv, mettendo a rischio la continuità delle cure per 1,4 milioni di persone. Dati diffusi dalla testata keniana The Nation, in un ampio articolo in cui cita una valutazione congiunta del ministero della Salute e del Consiglio dei governatori.
In base alle informazioni riportate, il blocco dei fondi di Washington ha colpito 40 contee della nazione africana, compromettendo la posizione di 40.608 operatori sanitari. Molte cliniche specializzate – nate per offrire cure al riparo dallo stigma sociale – sono state infatti smantellate o integrate nei reparti generali degli ospedali pubblici. Secondo quanto documentato dal quotidiano, il ridimensionamento del personale ha causato disservizi nella distribuzione dei farmaci antiretrovirali, la carenza di preservativi e l’interruzione temporanea dei test di monitoraggio della carica virale.
Per colmare il deficit finanziario, le autorità keniane hanno approvato uno stanziamento d’emergenza di circa 37 milioni di euro (5,24 miliardi di scellini), prevedendo ulteriori 95 milioni di euro (13,54 miliardi di scellini) per il biennio 2025-2026.
Come riferito a The Nation dal responsabile del Programma nazionale per il controllo dell’Aids e delle infezioni a trasmissione sessuale (Nascop), Andrew Mulwa, Nairobi ha inoltre siglato un nuovo accordo con il governo degli Stati Uniti del valore di circa 1,5 miliardi di euro (1,6 miliardi di dollari) basato su un modello di cooperazione diretta.
La crisi del Kenya riflette una tendenza globale: secondo un rapporto congiunto del Programma delle Nazioni Unite sull’Aids/Hiv (Unaids) e della Kaiser Family Foundation (Kff) citato dal quotidiano keniano, nel 2025 i finanziamenti dei Paesi donatori per la risposta globale all’Hiv sono crollati del 25%, segnando il calo più netto dal 2002. A livello mondiale si sono registrate 1,2 milioni di nuove infezioni e 570.000 decessi per cause legate all’Aids, mentre la spesa interna dei Paesi colpiti è salita fino a coprire circa il 60% del fabbisogno complessivo.



