Sventato un golpe contro Tiani in Niger: decisivo l’intervento delle forze russe

di Tommaso Meo

È tornata la calma a Niamey all’indomani del fallito ammutinamento militare che tra venerdì e sabato ha messo a dura prova la tenuta del Consiglio nazionale per la salvaguardia della patria (Cnsp), la giunta al potere in Niger dal golpe del 2023, guidata dal generale Abdourahamane Tiani. La capitale nigerina resta presidiata da blindati e posti di blocco, mentre prosegue la caccia ai militari dissidenti dopo le decine di fermi effettuati tra i reparti ribelli.

L’attacco, che si è concentrato attorno al palazzo presidenziale, alla sede della tv statale e alla strategica Base Aerea 101 adiacente all’aeroporto, è stato condotto da un gruppo di giovani ufficiali delle forze speciali provenienti dalle regioni di Tillabéri e Dosso. Si tratta di unità impiegate in prima linea nella lotta ai gruppi jihadisti dell’Isis e di Al-Qaeda, da mesi segnate da un crescente malcontento per le perdite subite sul campo.

Secondo quanto ricostruito da agenzie internazionali, testate indipendenti come Rfi e centri d’analisi regionali, a sventare il colpo di mano è stata la reazione della Guardia presidenziale affiancata dal contingente russo dell’Africa Corps. I militari di Mosca di stanza alla base 101 sono intervenuti direttamente con droni e veicoli corazzati per riprendere il controllo dello scalo aeroportuale.

L’episodio rappresenta un salto di qualità nell’impegno russo nel Paese Saheliano: per la prima volta le forze di Mosca sono state impiegate in operazioni d’attacco dirette contro reparti dissidenti dell’esercito regolare nigerino a difesa della giunta al potere.

All’interno del perimetro dell’aeroporto di Niamey ha sede anche il contingente italiano della Missione bilaterale di supporto nella Repubblica del Niger (Misin). Fonti della Difesa e della Farnesina hanno confermato che i soldati italiani stanno bene, non sono stati in alcun modo coinvolti negli scontri e hanno mantenuto le previste misure di sicurezza all’interno della struttura durante tutta la durata dei disordini.

Nella giornata di ieri si sono registrate anche manifestazioni di piazza a sostegno del generale Tiani e mentre l’Alleanza degli Stati del Sahel (Aes) ha condannato la «tentata destabilizzazione», la vicenda evidenzia profonde e inedite spaccature interne all’apparato di sicurezza nigerino.

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