Finisce l’estate militarizzata per 65 mila giovani burkinabé

di Tommaso Meo
Immersione patriottica obbligatoria

Si è conclusa ieri a Ouagadougou, capitale del Burkina Faso, la seconda edizione dell’Immersione patriottica obbligatoria (Ipo) che ha riunito per 30 giorni almeno 65.000 neodiplomati provenienti da tutto il Paese per quattro settimane di addestramento civico e militare. L’addestramento è stato incentrato sul dovere civico, il patriottismo, la disciplina: i valori promossi dalla Rivoluzione popolare progressista (Rpp) guidata dal capitano Ibrahim Traoré.

Rivolgendosi ai partecipanti, durante la cerimonia di chiusura, il presidente Traoré si è congratulato con loro e li ha esortati a diventare cittadini responsabili e attivi per lo sviluppo del Burkina Faso: «Abbiamo bisogno di cittadini convinti e impegnati», ha detto.

L’Immersione patriottica obbligatoria è un programma di formazione civica, ideologica e paramilitare istituito dalla giunta militare ed è obbligatorio per tutti gli studenti che superano gli esami di Stato, a partire dai neodiplomati al Baccalauréat (la maturità). L‘attestato rilasciato alla fine dell’Immersione patriottica è vincolante: senza non è possibile iscriversi all’università o accedere a determinati percorsi di istruzione superiore e impiego pubblico.

Nei campi di formazione intensiva, che si svolgono durante le vacanze estive, sotto la guida di militari e istruttori, i giovani svolgono corsi di addestramento civico e ideologico (lezioni su sovranismo, panafricanismo, difesa della patria, contrasto all’imperialismo e doveri del cittadino), inquadramento disciplinare e paramilitare (disciplina di base, marce, nozioni di difesa personale e gestione delle emergenze) e lavori di utilità comunitaria (attività manuali, pulizia degli spazi pubblici e progetti collettivi volti a rafforzare la coesione nazionale).

L’immersione patriottica obbligatoria richiama l‘esperienza sankarista degli anni Ottanta, come i vecchi Comités de défense de la révolution e il servizio civico. L’obiettivo dichiarato dalle autorità attuali è formare un «nuovo cittadino burkinabé», rafforzare il sentimento nazionale e contrastare l’infiltrazione dei gruppi jihadisti che controllano ampie porzioni del territorio. I critici e gli osservatori internazionali evidenziano invece come il programma serva a inquadrare ideologicamente le nuove generazioni, militarizzare la società civile e consolidare il consenso attorno alla giunta.

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