Dal 4 al 6 settembre, il Centro Comboni di Brescia ospita la settima edizione di Afrobrix, il primo festival italiano interamente dedicato alle culture afrodiscendenti e afroeuropee. Sotto la direzione artistica di Fabrizio Colombo, la manifestazione si propone come una riflessione aperta sul concetto di convivenza, trasformando la città in un luogo in cui le radici africane non sono viste come una criticità da gestire, ma come una risorsa viva capace di arricchire il panorama culturale e sociale dell’Italia contemporanea. «Celebriamo l’afrodiscendenza per quello che già è: parte viva della cultura italiana, dall’arte alla musica, dallo sport al cinema» spiega Colombo. «Un’Italia nuova sta crescendo».
La musica guida l’intero weekend con un palinsesto eterogeneo che spazia dalla tradizione alle ultime tendenze urban. Il venerdì si apre con il pop intimista di Lelis Sylel e le rime introspettive del rapper Amaro, per poi proseguire con l’energia gospel della formazione ghanese One Sound e chiudersi con la memoria ancestrale dei griot del Burkina Faso rappresentata da Djelyba Système. Il sabato si muove tra il rap di Sawa, le sonorità soul e R&B di Arya e le contaminazioni tra jazz e ritmi dell’Africa occidentale proposte dai Kora Beat, guidati dal maestro senegalese Cheikh Fall. Ad accompagnare le prime due serate prima dei concerti principali ci sono i DJ set strumentali di KSOULMUSIC, incentrati su sessioni dal vivo di fingerdrumming che intrecciano soul, jazz e hip-hop.

La giornata conclusiva di domenica sposta l’attenzione sulle sonorità contemporanee grazie alla trap italo-senegalese di $karLeider & Cassè Soulja, al pop melodico di Nasser, cantato sia in italiano sia in arabo, e all’afrobeat di Chris Obehi, fortemente influenzato dalla lezione di Fela Kuti. Nella stessa serata la moda diventa protagonista con il fashion show di King AMIR Couture, marchio emergente che unisce l’alta sartoria alle radici visive della diaspora.
A fare da cornice alla manifestazione durante tutti i tre giorni è presente un’ampia area dedicata all’enogastronomia continentale — con specialità che spuntano dalle cucine di Eritrea, Etiopia, Costa d’Avorio, Burkina Faso, Senegal e Camerun — affiancata da un mercatino di artigianato locale ricco di abiti in tessuto wax, prodotti cosmetici naturali e raccolti delle filiere agricole africane coltivate sul territorio bresciano.



