La Corte penale internazionale (Cpi) ha archiviato il procedimento contro Abdallah Banda, ex comandante ribelle del Darfur accusato di crimini di guerra per l’attacco del 2007 alla base di Haskanita dell’Unione africana, nel quale morirono dodici peacekeeper e almeno altri otto rimasero feriti.
La decisione è stata adottata dai giudici su richiesta della Procura, che ha ritenuto compromessa la solidità delle prove raccolte nel corso dell’inchiesta. Secondo gli inquirenti, alcune testimonianze acquisite prima del 2010 hanno perso affidabilità con il passare del tempo, rendendo difficile sostenere l’accusa in un eventuale processo.
Banda era stato incriminato nel 2011 e aveva inizialmente collaborato con la Corte, comparendo all’Aia da uomo libero. Nel 2014, tuttavia, era scomparso alla vigilia del processo. Oggi l’ex ribelle ricopre un ruolo di comando nelle forze armate sudanesi. Gli avvocati delle 105 vittime riconosciute nel procedimento – provenienti da Botswana, Gambia, Mali, Senegal e Sudan – hanno espresso rammarico per la decisione. La Corte ha precisato che il caso potrà essere riaperto qualora emergano nuove prove.



