In Madagascar quasi la metà degli insegnanti delle scuole pubbliche è costituita dai cosiddetti “maîtres Fram”, docenti reclutati dalle associazioni dei genitori e, nella maggior parte dei casi, pagati direttamente dalle comunità locali.
Secondo un recente studio della ricercatrice Narimbolatiana Randrianarison citato da Radio France Internationale (Rfi), i “maîtres Fram” rappresentano il 44% dei circa 160.000 insegnanti del settore pubblico. Il nome deriva da Fikambanana Ray aman-dReny Mpianatra, le associazioni dei genitori degli alunni che provvedono al loro reclutamento, soprattutto nelle aree rurali dove è difficile garantire la presenza di insegnanti statali.
Molti di questi docenti non hanno ricevuto una formazione pedagogica specifica. «I funzionari non vogliono restare nelle campagne. Le associazioni dei genitori devono trovare delle soluzioni», ha spiegato Randrianarison, secondo cui spesso viene scelta per insegnare nella scuola primaria la persona con il livello d’istruzione più elevato del villaggio. Pur essendo «pilastri dell’istruzione nazionale”» ha aggiunto la ricercatrice, questi insegnanti rimangono sostanzialmente invisibili dal punto di vista giuridico.
Soltanto un terzo dei “maîtres Fram” riceve una remunerazione dallo Stato, fino a un massimo di 150.000 ariary al mese (circa 30 euro), mentre gli altri dipendono economicamente dalle comunità locali.
Alle condizioni precarie degli insegnanti si aggiunge la carenza di infrastrutture e materiale scolastico. Claude Raharovoatra, presidente del Sempama, principale sindacato degli insegnanti, ha spiegato a Rfi che soprattutto nel sud del Paese vi sono ancora alunni senza banchi, costretti in alcuni casi a scrivere su assi appoggiate direttamente sulla sabbia.
Secondo i dati della Banca mondiale riportati dal sito dell’emittente francese, la spesa pubblica per l’istruzione in Madagascar equivale al 2,5% del Pil, contro una media del 3,7% negli altri Paesi dell’Africa subsahariana.



