L’Ufficio dell’Alto Commissariato per i Diritti Umani (Ohchr) ha annunciato il 2 luglio l’imminente chiusura del suo ufficio in Burkina Faso, tre mesi dopo la sua sospensione da parte delle autorità.
«Deploro profondamente la decisione delle autorità burkinabé di sospendere a tempo indeterminato le nostre attività nel Paese e il fatto che gli intensi colloqui intrapresi con loro da allora non abbiano risolto la situazione», ha dichiarato l’Alto commissario Türk in un comunicato, sottolineando che tale situazione lo ha indotto a chiudere l’ufficio «entro il 30 novembre».
La scintilla che ha scatenato la reazione della giunta militare è arrivata all’inizio del 2026, quando Türk ha criticato pubblicamente le autorità di transizione del Burkina Faso. L’Onu aveva esortato il governo a interrompere la repressione dello spazio civico e ad abbandonare i piani per mettere al bando i partiti politici e reprimere il dissenso.



