I rappresentanti di oltre 80 Paesi stanno partecipando a una conferenza sulla giustizia riparativa in Ghana, che vede anche la presenza dei presidenti di Senegal, Namibia, Liberia e São Tomé e Príncipe, ospiti del loro omologo ghanese John Mahama. Sono presenti anche il primo ministro delle Barbados, il vice primo ministro della Guinea Equatoriale, il presidente del Parlamento algerino e decine di ministri. La conferenza, dal titolo “Prossimi passi per il ripristino della giustizia”, è stata ideata e convocata dal presidente ghanese John Dramani Mahama, che sul tema delle riparazioni per il periodo della schiavitù ha già avviato una serie di iniziative globali di successo.
Il ministero degli Affari esteri del Ghana ha annunciato che la conferenza rappresenta il passo successivo nel «ripristino della giustizia storica», a seguito dell’adozione da parte dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite di una risoluzione che riconosce la tratta degli schiavi come «il più grave crimine contro l’umanità». Durante l’evento, i partecipanti svilupperanno un quadro di riferimento globale in conformità con il documento. I delegati stanno dialogando attorno a cinque obiettivi, tra cui la formulazione di un quadro di riferimento per promuovere gli obiettivi della risoluzione a livello globale e l’istituzione di panel internazionali sulla giustizia riparativa e la restituzione, al fine di «trasformare lo slancio politico in un impegno istituzionale concreto e comune per la giustizia riparativa».
La conferenza includerà inoltre un evento, previsto per questa sera, al Castello di Osu, una fortezza del XVII secolo nella capitale Accra, costruita dai danesi e utilizzata come centro della tratta transatlantica degli schiavi, per commemorare il Juneteenth, la ricorrenza che celebra la fine della schiavitù negli Stati Uniti.
La conferenza di Accra mira ad ampliare il successo ottenuto alle Nazioni Unite discutendo i meccanismi necessari per trasformare il potenziale della risoluzione in impegni concreti.



