Il Niger ha promulgato un nuovo codice penale che criminalizza, per la prima volta, l’omosessualità nel Paese. Il mese scorso, il ministro della Giustizia M. Alio Daouda aveva dichiarato alla televisione di Stato che l’omosessualità non è conforme ai valori sociali e culturali del Niger.
Secondo la Gazzetta Ufficiale, le pene previste possono arrivare a 20 anni di reclusione, con multe fino a 750.000 euro, senza possibilità di condizionale o di circostanze attenuanti. La promulgazione del testo è avvenuta alcune settimane fa, ma solo ora è stata resa nota dai media. «Atti spudorati, contro natura, con una persona dello stesso sesso», o un «cambio di sesso» fanno rischiare tra 5 e 10 anni di carcere, mentre chi si sposa rischia fino a 20 anni, con pene dai 10 anni in su anche per i testimoni o organizzatori, gestori di club o organizzazioni omosessuali.
Fino ad ora, sebbene considerata un tabù in una società tradizionalista e prevalentemente musulmana, l’omosessualità non era esplicitamente repressa dalla legge.
La nuova legge nigerina si inserisce in una tendenza verso un trattamento più severo delle persone Lgbtq, osservata in diversi Paesi africani negli ultimi anni, come il Senegal, il Burkina Faso e il Ghana.



