Le autorità argentine nelle scorse settimane hanno intercettato una spedizione che conteneva 700 pesci e altri animali marini esportati illegalmente dal Kenya.
Il 26 aprile, riporta l’Associated Press, le autorità dell’aeroporto internazionale di Ezeiza, a Buenos Aires, hanno scoperto una spedizione con oltre 100 specie marine confezionate per la vendite, tra cui pesci e altri animali tipicamente raccolti per acquari privati. Secondo le associazioni ambientaliste, questo ritrovamento ha portato alla luce una rete internazionale coordinata di traffico di specie esotiche della barriera corallina: «Si tratta di un crimine industriale. Trasportare 709 animali appartenenti a 102 specie diverse, stipati in sacchi per un viaggio di 120 ore, attraverso le rotte cargo internazionali, non è una cosa da prendere alla leggera. Richiede coordinamento in ogni anello della catena» ha detto ai media argentini Christian Plowman dell’International fund for animal welfare (Ifaw).
Le associazioni ambientaliste affermano che molti degli animali erano già morti all’apertura del carico, mentre altri sono stati trovati indeboliti dopo un lungo viaggio di circa cinque giorni, durante il quale sono stati tenuti in container sigillati con accesso limitato all’ossigeno. I soccorritori hanno trasportato gli animali sopravvissuti al centro di salvataggio della fauna selvatica della Fundación Temaikèn vicino a Buenos Aires: «Molti di questi animali sono stati rimossi dagli ecosistemi della barriera corallina ed erano al limite della sopravvivenza, trascorrendo diversi giorni in sacchi e scatole da trasporto prima che si potesse effettuare un’operazione di salvataggio» ha detto al giornale El Clarin Christian Gillet, direttore della sezione fauna selvatica della Fundación Temaikèn.



