I Centri africani per il controllo e la prevenzione delle malattie (Africa Cdc), la principale agenzia sanitaria africana, hanno confermato che in Repubblica Democratica del Congo è in corso un focolaio di Ebola.
Secondo l’agenzia, sono stati segnalati 246 casi sospetti e 65 decessi, principalmente nelle zone di Mongwalu e Rwampara, nella provincia di Ituri, a un centinaio di chilometri da Bunia, nell’est del Paese. Questa notte, l’Istituto nazionale di ricerche biomediche (Inrb) ha confermato 13 casi positivi al virus Ebola.
Africa Cdc ha detto in una nota di avere convocato una riunione urgente con Congo, Uganda, Sudan del Sud e partner globali per rafforzare la sorveglianza transfrontaliera, la preparazione e gli sforzi di risposta. Ha aggiunto che le prime analisi suggeriscono si tratti di un ceppo del virus diverso dallo Zaire, responsabile dell’ultima epidemia nel Paese, ma sono ancora in corso ulteriori sequenziamenti per caratterizzarlo meglio. Per il momento non ci sono state comunicazioni da parte delle autorità congolesi.
L’ultima epidemia di Ebola nel Paese si era conclusa nel mese di dicembre 2025 nel Kasaï. In quattro mesi, erano stati registrato 64 casi e 45 decessi, per la maggior parte nella zona sanitaria di Bulape.
La trasmissione del virus da persona a persona avviene attraverso i fluidi corporei, con sintomi principali febbre, vomito, emorragie e diarrea. Le persone infette diventano contagiose solo dopo la comparsa dei sintomi, al termine di un periodo di incubazione che va dai due ai 21 giorni.



